Cecità

2 commenti

Come previsto e come mi ero ripromessa a inizio 2017, fra un gruppo di lettura e l’altro, sono riuscita a riprendere in mano il caro José Saramago. Dopo “Le intermittenze della morte“, stavolta la scelta è ricaduta su “Cecità“.
Il romanzo è stato pubblicato nel 1995, ma non è assolutamente caratterizzato nè temporalmente nè spazialmente. È universale, talmente universale che nemmeno i personaggi protagonisti hanno un nome. La particolarità, così come l’immensa bravura, di Saramago sta proprio qui, nel catapultare il lettore nel mondo da lui creato e farlo sentire come se in quel mondo ci abitasse.

Nel caso di Cecità, l’esperienza non è particolarmente piacevole. Ancora una volta Saramago si e ci pone la domanda: “cosa succederebbe se?”, e la specifica in un “cosa succederebbe se, improvvisamente, tutta la popolazione diventasse cieca?”. Con grande maestria l’autore illustra le conseguenze psicologiche e soprattutto sociali che l’inspiegabile epidemia porta con sè. Il lettore precipita così in un tunnel di orrore e abbruttimento, insensibilità e ferocia. Non c’è ordine nè ragione che tenga di fronte a una catastrofe come quella immaginata da Saramago; l’indifferenza dilaga, mentre la civile convivenza viene sostituita prima da un “mors tua, vita mea” e poi dalla legge del più forte, in una regressione, una cecità dell’umanità che solo in ultima analisi verrà messa davvero in discussione.

Cecità è vivere in un mondo dove non vi sia più speranza.

È di questa pasta che siamo fatti, metà di indifferenza e metà di cattiveria.

Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono.

A intervallare la storia, come sempre, ci sono le riflessioni e i commenti dell’autore che dispensa critiche e ironia ai suoi personaggi, umani, così umani da suscitare compassione. Una compassione che finisce per provare anche il lettore verso sé stesso. Lo ripeto, Saramago non è stato un premio Nobel a caso.

Insomma, ti ho detto anche troppo. Non voglio spoilerarti ulteriormente questo libro. Perché? Perché devi assolutamente leggerlo.

2 comments on “Cecità”

  1. Bell’articolo, come sempre! Cecità l’ho letto qualche tempo fa e ricordo che mi inquietò tantissimo, ma mi piacque ancora di più. È vero che è uno di quei libri DA LEGGERE.

    PS
    tanti auguri di buon 2018!!

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