Joker – Put on a happy face

19 commenti

Questa non è una recensione, non credo di avere gli strumenti per poterne fare una. Ma di questo film ti voglio assolutamente parlare per due ottimi motivi:
1) Joker è da sempre uno dei miei personaggi di fantasia preferiti;
2) Era da tempo che un film non mi faceva riflettere tanto quanto mi sta facendo riflettere questa pellicola.
Ed ecco perché stai leggendo queste righe. Prima di andare oltre, però, ti avverto: se non hai ancora visto il film e intendi farlo, non leggere questo post perché

Ciò detto, ecco la mia prima considerazione: se uno dovesse andare al cinema con l’idea di vedere un film sul Joker mastermind che tutti conosciamo rimarrebbe molto deluso. La storia che il regista Todd Phillips ci racconta non è tanto su Joker, ma su come Arthur Fleck finisce per diventare Joker. È un bellissimo studio sul personaggio. Dimentica tutti gli attributi che puoi associargli: folle, criminale, antagonista, nemesi, genio del male. Niente di tutto questo. Il Joker di Joaquin Phoenix (date un Oscar a questo uomo, subito!) è soprattutto umano. Niente stereotipi, questo Joker esprime uno spettro di emozioni molto stratificato, e durante la visione del film lo spettatore si ritrova a compatirlo, a fare il tifo per lui, a prenderne le distanze e a sentirsi disgustato dal personaggio.

Ma chi è Arthur  Fleck?
Arthur Fleck è un uomo mentalmente instabile, assurdamente magro e che vive con la madre, con la quale ha un rapporto difficile da definire. Crede davvero che il suo scopo sia quello di donare gioia e felicità agli altri (come la madre da sempre gli racconta), per questo lavora come clown e per questo cerca sempre di aprirsi, di avvicinarsi agli altri. Ma oltre a non avere un aspetto rassicurante ha un disturbo neurologico che lo fa scoppiare in eccessi di risate da brividi nei momenti meno opportuni. Phoenix è fantastico: riesce a ridere con la metà inferiore del viso, mentre dal naso in su il suo volto è espressione di massima sofferenza.
Consiglio: non riprodurre la risata di Joker al buio se non volete che il vostro partner vi cecchini con la ciabatta.

Ora, prendi questo personaggio e inseriscilo nel contesto di Gotham City; una metropoli impietosa, dove le differenze sono estremizzate. Ricchezza e miseria, benessere e degrado, bene e male.

Guardando il film non si riesce mai a biasimare del tutto Arthur/Joker. Lui ci prova veramente a essere una buona persona, ma le circostanze finiscono sempre per deluderlo, spezzarlo, annientarlo. Lui si rialza, Gotham City e il suo passato gli segano le gambe. Ed è qui che la questione diventa morale e si fa inquietante: Todd Phillips riesce a rendere benissimo l’idea che, se solo in una occasione qualcuno avesse teso la mano ad Arthur Fleck, Gotham City non si ritroverebbe a che fare con Joker e con il movimento “Ammazza il ricco” di cui lui finisce per diventare inconsapevolmente il simbolo. In un mix letale di trauma infantile, inesorabile decadenza e costante tormento, lo spettatore assiste alla trasformazione di Arthur in Joker; l’infernale discesa nella follia che spinge a commettere atti criminali non avviene a caso, ma è ben radicata nella realtà.

E sì, c’è della violenza in questo film, ma chiunque se ne lamenti forse non ha prestato abbastanza attenzione (oltre che ad essere ipocrita, ma questa è solo la mia opinione). Non un singolo atto di violenza compiuto da Arthur Fleck è gratuito. Se questo film vuol fare qualcosa, questa non è giustificare la violenza o incitare ad essa. Questo film ci vuole ricordare che non è solo la singola persona, ma è anche e soprattutto la società a far pendere l’ago della bilancia verso il “bene” o verso il “male”. Noi tutti non dobbiamo limitarci a condannare Joker, noi tutti dobbiamo soprattutto prevenire la trasformazione di Arthur in Joker.

E tu hai visto il film? Ti è piaciuto? Ti ha fatto riflettere?
Joaquin Phoenix ti ha convinto? Pensi anche tu che Joker sia un film da Oscar? Forza, parliamone nei commenti!

19 comments on “Joker – Put on a happy face”

  1. ho visto il film e mi ritrovo nelle tue note.
    il film è una spirale a scendere assieme ad Arthur Fleck tutti i gradini dello squallore sociale fino all’esplosione della violenza folle, contemporaneamente di Arthur/Jocker e di Gothan city.
    Joaquin Phoenix assolutamente straordinario.
    ml

    Piace a 1 persona

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