La vita ai tempi del coronavirus

20 commenti

Questo non è un post serio. Lo dichiaro subito: se cercate informazioni sulla situazione qui non le troverete.
Questo post altro non è che un elenco poco serio di pensieri, riportati in ordine sparso, che ho fatto nelle ultime due settimane perché vivere ai tempi del cosiddetto coronavirus (tra l’altro in una delle regioni italiane maggiormente colpite) significa assistere, scoprire e sopportare una serie di cose che manco Dalì in uno dei suoi trip da surrealista. Ad esempio significa:

  • dubitare seriamente della base del sistema scolastico italiano perché, se abbiamo bisogno che la d’Urso ci insegni a lavarci le mani allora c’è palesemente qualcosa che non va negli asili nidi e nelle scuole materne;
  • accorgersi di quante insospettabili persone siano in realtà ipocondriache, più o meno ai limiti del patologico;
  • non poter uscire per andare al cinema, a teatro o a kung fu, ma poter lo stesso prendere i mezzi perché a lavoro ci si deve andare comunque. Io sono assolutamente pro a perché la vita vada avanti e il Paese non si blocchi, ma se posso, e anzi devo, uscire per andare a lavorare allora voglio poter uscire anche per svagarmi;
  • restare a bocca aperta di fronte al fatto che i supermercati sono stati svaligiati per davvero. Signori, avete visto troppi film catastrofici. Non è Resident Evil, ripeto: non è Resident Evil. E vi voglio vedere a consumare i 20 chili di farina a testa che avete comprato prima che facciano le farfalline!
  • accorgersi quindi di quanto Saramago c’abbia azzeccato sul comportamento umano quando ha scritto “Cecità“;
  • sempre per la serie “troppi film catastrofici”, vivere ai tempi del coronavirus significa anche sentire le teorie complottistiche più disparate: “È stato il governo cinese!”, “Sono state le case farmaceutiche, quelle zozze!”, “Figurati se non hanno un vaccino, ma prima di darcelo ci usano per fare degli esperimenti”, “È stata Greta Thunberg che ci vuole vedere tutti morti perché maltrattiamo il Pianeta” e così via…
  • per arrivare ai brillanti e originali che alla fine sentenziano: “Comunque è giusto così, dobbiamo estinguerci tutti e basta”. Adesso, seriamente, non vi pare di esagerare un pochino? Cioè, magari basterebbe ripristinare quel minimo di selezione naturale che ha fatto sì che finora non sia poi andato sempre tutto così storto, no?
  • ricordarsi improvvisamente del professore di massmediologia che una decina di anni fa ti spiegava la definizione di “agenda setting”. E permettetemi di dire a tutti i giornalisti (da persona che un tempo ha accarezzato l’idea di diventare giornalista): c’avete rotto (il cosa ve lo lascio immaginare)! Qualcuno se lo ricorda che il 29 marzo siamo chiamati a votare il referendum sul taglio del numero dei parlamentari? Che, come dire, è una cosa che in termini di effetti sul lungo periodo ha certamente una ricaduta maggiore di un virus influenzale, a meno che non si continui a diffondere il panico e a quel punto ci giochiamo del tutto anche l’economia…
  • vedere gente che cambia corsia al supermercato, fuggendo a gambe levate, solo perché uno sta tossicchiando, non importa se accade perché gli è andato di traverso un assaggio di mortadella;
  • andando strettamente sul personale, significa rimandare la gita prevista per metà mese al Parco Sigurtà, che si trova esattamente a metà strada tra Codogno e Vo’ Euganeo, perché un conto è essere fatalisti, un altro è essere incoscienti. E sperare che per fine aprile sia tutto finito perché in tasca ci sono già i biglietti aerei per Berlino;
  • spanciarsi dalle risate all’ennesimo meme esilarante perché, diciamolo, l’unica cosa buona che sta uscendo da tutta questa storia è la carrellata di battute e vignette che stiamo producendo. Se non siamo ipocondriaci, siamo dei goliardi.
E tu di che squadra fai parte, ipocondriaci o goliardi?
Hai sentito qualche teoria del complotto degna di essere condivisa? Vai, spara nei commenti!

 

 

20 comments on “La vita ai tempi del coronavirus”

  1. A proposito di complotti e altri disastri, qui sotto il cuppolone i tifosi della Roma sono più preoccupati del nostro ipotetico scudetto, da immaginare che il colpevole del contagio del virus sia Lotito, così da avvantaggiare la Lazio! 😱😱😱

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  2. Io so solo che ho sentito troppe sparate sia allarmiste che minimizzanti e mi hanno piuttosto seccato.
    Credo che chiudere le scuole per vedere anziani e bambini al supermercato abbia senso solo fino a un certo punto (non lo dico per dire, ne vedo in continuazione a zonzo).
    Sono invece d’accordo sul chiudere i luoghi di svago, se sono una possibile, ulteriore fonte di contagio.
    Ma, ripeto, ogni mezza misura ha per me un senso limitato.

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    1. Che alcune misure andassero prese è certo, ma per come è stato fatto (almeno a Bologna) a me sorge qualche dubbio sulla loro efficacia. Come dici tu, chiudere le elementari per poi vedere i bambini piazzati nelle aree bimbi dei supermercati non è che abbia molto senso…

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    1. Mi ha spiegato un’amica medico che anche il normale raffreddore è causato da un coronavirus. Il libro che hai letto parlava di questo o di un futuro postapocalittico da pandemia stile “Io sono leggenda”?

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  3. Penso che tanti credano di essere dentro film e qualcuno si esalta pure, il brivido della mascherina, l’assalto ai supermercati, mi ci gioco la sottana che qualcuno si diverte.
    Ci sono cose che mi disturbano più di altre a parte l’inettitudine dimostrata da tutti i nostri governati , userei il lanciafiamme contro i giornalisti tutti, contro tutti i programma di pseudoinformazione/intrattenimento che si buttano voracemente dentro il mucchio per poter ognuno portare a casa ognuno il proprio pezzo sul corona virus.
    La mia paura è che, come in tutte le disgrazie, ci sarà qualcuno che vorrà trarne guadagno.

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    1. A me fa molto arrabbiare la speculazione che certi programmi di (dis)informazione fanno quotidianamente solo per alzare il loro share. Forse adesso si stanno un po’ calmando, ma per tutta la scorsa settimana c’è stato un continuo rialzo a chi la sparava più grossa per portarsi a casa quel punto in più di share. Cosa che poi ha portato a un panico generalizzato. Tanto per fare un esempio, stamattina una collega non ha voluto prendere l’ascensore con me perché in due “siamo troppi”… considerando che dove lavoro io siamo nell’ordine delle migliaia direi che se non vuoi prendere l’ascensore con altre persone o te la fai a piedi (che ti voglio vedere andare fino all’undicesimo piano) o te ne stai a casa.

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  4. Prima di tutto complimenti per il titolo. Mi ha fatto sorridere. E il problema è che la gente vuole assolutamente che ci sia un colpevole in questa vicenda. Penso che sia proprio per questo motivo che in tanti si immaginano complotti come la storiella che il Coronavirus sia stato creato il laboratorio. E pensare che hanno spesso un sacco di soldi per dimostrare scientificamente la falsità di tali accuse.

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    1. Un “colpevole” volendo c’è anche… è la situazione sanitaria generale della Cina causata da una densità di popolazione insostenibile. Solo che non fa sensazione e allora partono le teorie del complotto. Non sapevo che avessero speso così tanto per dimostrare una cosa piuttosto ragionevole 😱😱😱

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  5. “accorgersi quindi di quanto Saramago c’abbia azzeccato sul comportamento umano quando ha scritto “Cecità“”

    In Cecità viene descritta un’escalation di violenza che ancora non si è vista e credo (e spero) non si vedrà mai. Il post è un capolavoro (e sono d’accordo con tutto)

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    1. Lo spero bene anch’io! Il paragone va fatto con la dovuta proporzione: considerando la reale situazione dei fatti e rapportandola con la reazione della gente, se questo virus fosse stato davvero così pericoloso come ce lo hanno descritto nella prima settimana di contagi credo che allora una situazione come quella descritta in Cecità (al netto della fiction, che non è poi nemmeno così tanta nei libri di Saramago) non sarebbe poi così impossibile da verificarsi…

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  6. a parte la gravità di tutta la vicenda secondo me la stanno pompando un po’ troppo, sembra quasi di essere di fronte ad un contagio che se tocchi uno muori all’istante. Il numero dei guariti è doppio di quello dei morti, molti non hanno presentato sintomi più gravi di quelli di una normale influenza, fra coloro che sono morti quasi tutti avevano già patologie pregresse, probabilmente anche una normale influenza avrebbe avuto lo stesso impatto. Va bene prendere delle misure preventive, ma arrivare a non fare più nulla come fa certa gente, al di fuori della zona rossa, mi sembra esagerato…..

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    1. Beh, forse routine no… è che basterebbe usare un po’ di più il cervello e la situazione non sarebbe quella che c’è ora con una regione intera e altre 14 province “chiuse”. Ma d’altra parte l’Italia è quel Paese dove non si può pubblicare una bozza di decreto che detta delle misure di sicurezza senza che quelle misure vengano direttamente cacciate nel cesso…

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      1. Quando uscì la Sars, il periodo dell’epatiteB da uso indiscriminato delle siringhe, Aids….tutto ha bisogno di regole, ma la vera regola è il buon senso. C’è in Italia? A me da anni sembra di no, nella normalità, figuriamoci in tempi più particolari. A me dispiace dirlo, sono italiana fino al midollo, ma da qualche anno siamo un popolo di chiacchiere, opinionisti e buonisti, ma ai fatti si fa ben poco.
        Il governo poi…non so, vedo una società che scivola. Spero di sbagliarmi, e tanto. Spero di essere l’unica a pensare così.

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