Le letture della quarantena

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Sì, lo so: la giornata mondiale del libro è stata due giorni fa, ma d’altra parte da quando sono in smart working lavoro più del solito e dedico almeno un’ora e mezza al giorno all’esercizio fisico per cui ho finito di scrivere (e postare!) questo articolo sulle mie letture ai tempi della quarantena soltanto oggi.

In quest’ultimo mese e mezzo, data la chiusura delle biblioteche e l’impossibilità di trovarsi per la discussione, ho dovuto sospendere i miei amati gruppi di lettura. È stato un colpo al cuore per tutti ma, dopo aver vagliato la possibilità di discutere il libro via Skype o Zoom e aver stabilito che sarebbe stato solo confusionario farlo, abbiamo deciso di rimandare la discussione a tempi migliori, quando potremo rivederci faccia a faccia. Nel frattempo quindi, ho terminato di leggere gli ultimi due estratti dai gruppi di lettura che frequento:

1) Caino di Josè Saramago
Non più tardi di dicembre scorso ho letto e ti ho raccontato de “Il vangelo secondo Gesù Cristo” dello stesso autore. Scritto a vent’anni di distanza, Caino riprende il tema religioso in modo ancor più dissacrante. Aiutato dall’audacia della senilità che avanzava Saramago racconta una sua versione della Bibbia prendendo come protagonista colui che viene considerato l’incarnazione biblica del Male e che, invece, si rivela essere soltanto un uomo alle prese con un dio capriccioso e ingiusto. Come già per l’altro romanzo, anche (e forse ancora di più) questo non credo si adatti bene al lettore più credente. Per tutti gli altri è una lettura piuttosto interessante.

2) La libreria del buon romanzo di Laurence Cossé
Non ho molto da dire su questo libro se non che, se la libreria che vende solo buoni romanzi (questo il nodo centrale del libro, come si capisce già dal titolo) fosse mia, questo libro non lo metterei mai in vendita.
Lento nello sviluppo, passabile nella parte centrale e pessimo nel finale, questo romanzo si rivela essere non molto più di un giallo che critica il mondo editoriale. Nonostante l’autrice dica, per bocca dei suoi personaggi: “Noi non sappiamo che farcene dei libri insignificanti, dei libri vuoti, dei libri fatti per piacere. […] Vogliamo libri scritti per noi che dubitiamo di tutto, che piangiamo per un niente, che sobbalziamo per ogni minimo rumore alle spalle. […] Vogliamo libri splendidi che ci tuffino nello splendore del reale e lì ci tengano avvinti. […] Vogliamo buoni romanzi. Vogliamo libri che non ignorino niente della tragedia umana, niente delle meraviglie quotidiane, libri che facciano tornare l’aria nei polmoni”, personalmente non ho trovato niente di tutto ciò in questa sconfortante lettura.

Finiti questi due volumi, con biblioteche e librerie chiuse, non ho potuto far altro che rivolgermi agli scaffali di casa, per fortuna ancora carichi di libri nuovi che ci erano stati regalati per Natale e compleanni. Tra questi, sinora, ho letto:

1) Gli anni di Annie Ernaux
Vincitore del Premio Strega Europeo 2016, questo romanzo è un immenso collage di vita. La vita dell’autrice, la vita di tutti i francesi che hanno vissuto dagli anni Quaranta ai giorni nostri e sì, anche la nostra. Mentre lo si legge si ha la sensazione di sfogliare un album di fotografie, fotografie che raccontano un tempo vissuto di esistenza, che ripercorrono una storia personale all’interno della Storia e che, con una lucidità impressionante, portano alla luce dei temi di riflessione davvero profondi. Una lettura impegnativa che richiede più la luce del giorno che non quella soffusa dell’abat-jour, ma che è sicuramente da fare.

2) L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks
Ormai lo sai, il mio modo preferito di scegliere i libri è lasciarmi ispirare dal titolo. Poteva allora questo sfuggire al mio radar?
Sulla mia listona “to read” da circa un decennio e sullo scaffale da un paio, finalmente ho trovato il ritmo lento che mi serviva per leggere questa raccolta di storie cliniche scritte dal neurologo Oliver Sacks. Appassionante e meraviglioso, perché meraviglioso è il cervello degli esseri umani, consiglio di cuore questo libro a tutti coloro che non sono eccessivamente sensibili sul tema delle malattie (ovvero, ipocondriaci, non leggetelo!)

3) I testamenti di Margaret Atwood
Dopo due letture così impegnative avevo proprio bisogno di immergermi in un mondo fantastico, alternativo, nonostante il mondo dipinto da Margaret Atwood sia una distopica teocrazia totalitaria, durissima specialmente per le donne. Il sequel de “Il racconto dell’ancella” non è proprio all’altezza del primo capitolo di questa storia, ma è comunque una lettura piacevole che si pone in una continuità anche piuttosto coerente con il primo libro.

E meno male che ora le librerie hanno riaperto. Tra la libreria di casa un po’ più “scarica” di libri intonsi e la necessità del Paese di far girare l’economia, prevedo che a breve un giretto da Feltrinelli o simili sia d’obbligo!

E tu, cosa hai letto durante la quarantena?
Quale libro mi consiglieresti di comprare in libreria?

24 comments on “Le letture della quarantena”

  1. Sto approfittando di questa quarantena per leggermi tutti i racconti di Lovecraft (e ce ne vorrà di tempo). Per il resto ho letto parecchi manga (The Promised Neverland, Dragon Ball e Sailor moon) e fumetti (Kairos) e ho letto il bellissimo Lungo petalo di Mare di Isabel Allende. Ho veramente apprezzato quel libro.

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    1. Non conosco questo titolo della Allende, ma lei è un’autrice che di tanto in tanto leggo 😉
      Sono indietrissimo sui racconti di Lovecraft, una raccolta potrebbe essere proprio un buon investimento! Grazie dell’ispirazione!

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  2. sul fronte libri non ti posso consigliare nulla, io più che altro leggo riviste, oppure guardo documentari. Anni fa leggevo molto anch’io, poi ho perso un po’ la passione, un po’ per via del lavoro che mi assorbe moltissimo tempo, pensa che lavoro già da un mese.
    Comunque ritengo molto utile leggere, rilassa e allarga gli orizzonti della mente, io leggevo molto anche i libri di poesie, Neruda, Prevert, sarà perché io ne ho scritte parecchie, quindi mi sentivo molto ispirato dai grandi del settore. Anche la Merini mi piace molto….
    Buone letture… 😉

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    1. Devo ammettere che non sono una lettrice di poesie. Mi capita di tanto in tanto di leggerne alcune, quando le incrocio girovagando su internet, ma non possiedo nemmeno un volume di poesie. Forse prima o poi rimedierò… al momento tra le mie preferite ci sono le poesie di Prevert e di Emily Dickinson.

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  3. Le ceneri di Anela di Frank McCourt, buona scrittura ma alla fine questa povertà persistente stanca
    Fratello cicala di Jhon Updike, non avevo letto nulla di lui, una rivelazione
    La ferocia di Nicola Lagioia, trama interessante ma personaggi estremizzati e stile irritante, artefatto.
    I cerchi nell’acqua di Robecchi un poliziesco nostrano scritto bene.
    ml

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    1. Giuro che a “La ferocia” non mi sono avvicinata proprio perché temevo che fosse un libro “artificioso”…
      Di Updike ho letto solo “Le streghe di Eastwick” qualche anno fa, ma ricordo che lo stile mi aveva davvero affascinata…

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  4. Tra i libri che hai letto mi sento di incoraggiare la lettura de “Gli anni”, anche se le prime pagine possono “intimorire” il lettore. Proseguendo con la lettura però l’autrice riesce a catturarti e a raccontarti la storia francese ( e anche la nostra, come dici tu) dal dopoguerra fino ai giorni nostri con una visione collettiva inedita. Anche i casi del dottor Sacks sono curiosi e nella loro tragicità perfino divertenti, più che consigliati.
    Io sto leggendo I figli della mezzanotte di Rushdie, un autore inglese di origine indiana. Il suo modo di scrivere mi ha subito ricordato Cent’anni di solitudine. Immerge il lettore in una narrazione dal tocco magico tra leggende vecchie di secoli e situazioni fantastiche, facendoti al contempo sentire con realismo gli odori delle spezie dell’India e vedere i suoi colori. Ho scoperto un mondo nuovo seguendo le vicende della famiglia Sinai durante gli anni d’indipendenza dell’India. Mi sta piacendo molto.

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    1. L’India mi ispira moltissimo come destinazione per un bel viaggio quindi penso che coglierò questo consiglio e leggerò il libro che hai suggerito di Rushdie (un autore di cui non ho letto ancora nulla, tra l’altro…)
      Grazie!! 🙂

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  5. Being in quarantine hasn’t really changed anything for me except that my husband is working from home. I still don’t have a lot of time to read, so I’ve been listening to audiobooks more. I’d rather have a book in my hand though. Thank you for sharing your list! I’m always looking for some new books to read.

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  6. Caino mi è piaciuto molto e Saramago è tra i miei scrittori preferiti. Essendo lui ateo e sempre critico verso la religione, credo che nessuno dei suoi romanzi possa piacere ad un credente.
    L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello voglio leggerlo da tempo.

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    1. Saramago è anche uno dei miei scrittori preferiti 🙂
      Mi trovo d’accordissimo con te: diciamo che con “Caino” Saramago ha spinto parecchio il piede sull’acceleratore… molto più di quanto ha fatto con “Il Vangelo secondo Gesù Cristo”

      Io ci ho messo 10 anni per arrivare a leggere il libro di Sacks e le attese sono state decisamente ripagate; quando lo leggerai, fammi sapere cosa ne pensi 😉

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    1. Sfortunatamente dove abitiamo non ci sono librerie indipendenti, ma visto che probabilmente da lunedì potremo allontanarci da casa senza autocertificazione allora sì che daremo sfogo alle nostre ricerche di nuovi libri nelle piccole librerie indipendenti di Bologna ^^

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