La visita della vecchia signora

38 commenti

Se vuoi mettere in crisi un accanito lettore, chiedigli qual è il suo scrittore preferito. Davvero, è la peggior domanda che tu possa fargli, insieme a “qual è il tuo libro preferito?”.
Non c’è assolutamente modo di rispondere a queste domande con una sola opzione, estrarre solo un nome o un titolo dalla memoria letteraria è impossibile. Ogni volta che qualcuno mi rivolge questi quesiti finisco per paralizzarmi nel tentativo di scegliere la risposta giusta, cosa che di solito è sufficiente a scoraggiare l’interlocutore o a garantirmi un piccolo strappo alla regola (massì, dai, dimmene 3 di scrittori). Tutta questa premessa per dire che, non so se sia il mio scrittore preferito, ma di certo Friedrich Dürrenmatt non manca mai all’appello quando penso ai miei favorites.

È quindi con un certo piacere che, di volta in volta e centellinandole perché lo scrittore svizzero è morto nel 1990, mi accosto alle sue opere. Leggere “La visita della vecchia signora”, dramma teatrale scritto nel 1955, non ha fatto che confermare la mia passione per Dürrenmatt. Innanzitutto perché, è sì un dramma, ma è al contempo estremamente comico, confermando la chiave grottesca di cui Dürrenmatt fa largamente uso per trattare i temi sociali presenti in tutta la sua opera.

Non è solo il tono di questa opera teatrale a dare continuità al lavoro di Dürrenmatt: la forma lavora insieme al contenuto. Infatti, anche “La visita della vecchia signora” tratta uno dei temi più ricorrenti negli scritti di questo geniale autore, ovvero la giustizia. Qui indissolubilmente legato al tema della vendetta, il tema della giustizia sale alla ribalta dopo poche pagine per arrivare a permeare il dramma fino alla fine e portarlo all’inevitabile conclusione.

Con un linguaggio semplice, alcune trovate geniali e quella capacità che pochissimi come Dürrenmatt hanno, di dipingere un mondo intero in poche righe e quasi senza usare aggettivi, “La visita della vecchia signora” cattura il lettore in poche battute o lo avvolge nella spirale dei suoi eventi per poi risputarlo nel mondo reale un po’ stupito e decisamente ammaccato.
Come hai sicuramente notato, ho evitato accuratamente di fare riferimenti precisi alla trama e ai personaggi perché è ciò che faccio ogni volta che consiglio un libro di Friedrich Dürrenmatt a qualcuno (ed è capitato spesso e volentieri!). Dico semplicemente “leggilo!”, convinta che la maestria dell’autore svizzero farà il resto.

Conoscevi già Friedrich Dürrenmatt? Cosa hai letto di suo?
Ma soprattutto, riesci a rispondere con un solo nome alla fatidica domanda “Qual è il tuo scrittore preferito?”
Sono curiosa di sapere chi è e perché… (massì, dimmene anche tre, dai!)

38 comments on “La visita della vecchia signora”

  1. Tre? Difficile. Mi sale il prurito ogni volta che mi fanno questa domanda 😅 però Dürrenmatt è nella lista dei preferiti. Assieme a Zweig, Dostoevskij, Némirovsky, Isaac Bashevis Singer, Israel Joshua Singer, Austen, J. C. Oates, … e poi beh, Shakespeare. Ma poi sono solo i primi nomi a cui penso in questo momento.

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    1. Ti capisco, ma è vero che appena dici a qualcuno che ti piace leggere quello subito ti fa queste domande indiscrete?!? Dostoevskij e Némirovsky piacciono molto anche a me, mentre dei due Singer non ho letto nulla… ci sono dei titoli che consiglieresti?

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  2. Stavo facendo un colloquio per una libreria, mi è stato chiesto quale fosse il mio libro preferito. Così ho incominciato ad elencare una decina. È stato il colloquio più lungo della storia. 😂

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    1. Ah però! Un autore piuttosto complicato. A me sono piaciuti tantissimo i racconti di “Dubliners” mentre invece sull’Ulisse mi sono proprio arenata. È lì che mi scruta dalla libreria e, prima o poi, riproverò sicuramente a prenderlo in mano…

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      1. Consiglio: se ci riprovi (anch’io ho fatto vari tentativi, e ci sono riuscita giusto perché stavo proprio in una fase di amore e di tanto tempo libero), leggi prima il Ritratto dell’artista da giovane. Aiuta un sacco perché questo personaggio torna nell’Ulisse e aiuta a capire un sacco di cose in più ❤

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  3. “Conoscevi già Friedrich Dürrenmatt? Cosa hai letto di suo?”
    Ok, passo oltre. 😛
    “Qual è il tuo scrittore preferito?”
    E’ dura, è dura, però ci provo:
    – Frank Herbert, perché ha scritto Dune!
    – Ken Follet, per “I pilastri della terra” e per genere storico
    – Milan Kundera, per le sue storie.

    Ok, con tre non è affatto più semplice, perché ci sono esclusi illustri: a me piace leggere, e ci sono libri di autori diversi che mi piacciono in ugual misura…

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  4. Se vuoi mettere in crisi un accanito lettore, chiedigli qual è il suo scrittore preferito. Verissimo… di sicuro nella mia top 3 di sono Shakespeare, Philip Roth e Dickens. Di Dürrenmatt ho letto solo La morte della Pizia: la tua bella recensione mi fa venire voglia di leggere altro :).

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    1. Roth è sicuramente anche fra i miei preferiti (sto leggendo proprio lui al momento, terzo capitolo della quadrilogia di Zuckerman, “La lezione di anatomia”).

      Se posso consigliare un titolo di Dürrenmatt direi “La promessa”; l’ho già letto tre volte e non escludo la possibilità di aggiungere ulteriori rilettura 😁

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  5. Autore preferito dipende dai periodi. A 18 anni avrei detto Hesse, a 30 Pennac, a 40 Fante, oggi ti dico forse Lansdale, se per preferito intendi non quello che penso sia il più bravo, ma quello di cui spererei domani uscisse un nuovo romanzo. Comunque quello che mi diverte più di ogni altro è sempre il mitico Wodehouse! Di Dürrenmatt non ho mai letto nulla, ma ora mi hai fatto venire la curiosità!

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    1. Ma mi era sfuggito il tuo commento, chiedo perdono! ù.ù
      Credo il periodo in cui si legge un libro sia molto importante sull’effetto generale che la sua lettura ha sul lettore e la stessa cosa vale anche per l’individuazione di un eventuale scrittore preferito, il tuo ragionamento non fa una piega.

      Wodehouse non l’ho mai letto, ma sono sempre a caccia di romanzi anche divertenti; con quale mi consigli di iniziare?

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      1. Ci sono molti romanzi singoli, ma quelli che preferisco sono i due cicli, quello del Castello di Blandings e quello di Jeeves, il maggiordomo risolvi problemi. Sono fantastici entrambi, non saprei proprio quale preferire….Jeeves è geniale, ma ridere da solo con le lacrime agli 👀 solo con Blandings. Inizia con Lampi d’estate!

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  6. Che so, vogliamo parlare di Celine per esempio. Oppure di ” Il maestro e margherita ” O vogliamo citare Infinite Jest di D F W ??? Autentiche colonne certo, ma la scrittura di Alessandro Manzoni rimane lì, nell’olimpo, insuperabile.

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