Le letture di agosto 2020

31 commenti

(e della prima settimana di settembre)
Finalmente! Agosto è stato un mese diviso tra letture scelte personalmente e i titoli sorteggiati per la ripartenza di uno dei miei amati gruppi di lettura, ripartenza prevista proprio per questo fine settimana. Ecco dunque una veloce carrellata delle mie ultime letture:

Nati due volte (Giuseppe Pontiggia) – Questo romanzo affronta un tema piuttosto delicato, quello della disabilità. Come padre di un figlio disabile Giuseppe Pontiggia riesce a tratteggiare bene le difficoltà non solo di suo figlio, ma anche di tutte le persone “normali” che lo circondano. Senza mai cadere nell’autocommiserazione e senza sfociare mai in una drammatizzazione eccessiva della tematica, Pontiggia riesce a far riflettere il lettore sulla condizione umana. Unica pecca, il linguaggio a volte decisamente troppo e inutilmente ricercato.

Resto qui (Marco Balzano)– Ambientato durante il ventennio fascista e nei primi anni del secondo dopoguerra a Curon, in Val Venosta, il romanzo di Balzano mi ha fatto conoscere una realtà a cui non avevo mai pensato, ovvero quella dei territori di confine tra Italia e Austria dove, se possibile, fascismo e nazismo hanno fatto ancora più danni che in altre zone. Il romanzo è tuttavia incentrato su un altro avvenimento, la costruzione della diga che finirà per sommergere Curon, dando vita all’oggi fotografatissimo Lago di Resia, mostrando in tutta la sua ferocia la violenza del progresso e della Storia.

Tre camere a Manhattan (Georges Simenon) – Non sono una grande ammiratrice di Simenon e non è certo questo il romanzo che mi farà cambiare idea. Due sono gli elementi principali di questo romanzo: l’ossessione e un senso di solitudine profondo e atavico, quel sentirsi soli che terrorizza la maggior parte degli esseri umani. Simenon rende bene queste due emozioni, ma “Tre camere a Manhattan” manca di intreccio e trama; sono praticamente certa che fra qualche mese lo avrò completamente dimenticato.

È tempo di ricominciare (Carmen Korn) – Le vite di Henny, Käthe, Lina e Ida (insieme a quelle delle loro famiglie e dei loro amici) riprendono dove il primo capitolo della trilogia “Figlie di una nuova era” le aveva lasciate. Proseguendo con lo stile già sperimentato nel primo libro, Carmen Korn ambienta le storie personali sullo sfondo della Storia tedesca dei decenni ’50 e ’60 e molti sono gli argomenti toccati: la smania di nuovo dopo anni di privazioni, la voglia di dimenticare in fretta un passato infame e l’impossibilità di farlo per coloro che hanno sperimentato l’orrore sulla propria pelle, la rabbia nel vedere nazisti “riciclati” nei nuovi governi, la silenziosa lotta degli omosessuali per conquistare il diritto di passeggiare mano nella mano senza essere denunciati né perseguiti dalla legge, la paura che la Guerra Fredda possa tramutarsi in una terza guerra mondiale e lo sgomento per l’innalzamento di quel muro che dividerà Berlino per quasi trent’anni.

Lampi d’estate (P.G. Wodehouse) – E qui, devo ringraziare Romolo Giacani per avermi fatto scoprire Sir Pelham Grenville Wodehouse. Con oltre cento romanzi al suo attivo Wodehouse è stato uno dei più prolifici scrittori inglesi, il che, dal momento che ho trovato questo libro veramente spassoso, è una cosa decisamente interessante. Con una trama piuttosto articolata e un linguaggio semplice, ma raffinato al tempo stesso, “Lampi d’estate” mi ha ricordato lo stile della commedia degli equivoci che, in effetti, non manca mai di suscitare il divertimento del lettore. Ho già deciso che, quando il bisogno di farsi due risate diventerà impellente, leggerò altri libri di questo autore.

Lo sai che sono curiosa!
Dimmi, cosa hai letto nelle ultime settimane?

31 comments on “Le letture di agosto 2020”

    1. Simenon non ha misteri per me che ho letto e a volte anche riletto tutti i suoi libri lo trovo geniale.
      Adesso sto leggendo di Paul Austen 4321 che ti consiglio anche se da solo basterebbe A tappare un muro tanto è grande!
      Contemporaneamente di Giuseppina Torregrossa Cortile nostalgia.

      Shera

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  1. io come sai fra lavoro e viaggi non ho molto tempo per le letture, le mie consistono in riviste di viaggio, tecniche fotografiche, tecnologia e scienza. L’edicolante è molto contento, sono uno di quelli che compra mezza edicola ogni mese 😉

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  2. Merci pour ta visite et les articles, de ton blog, très intéressants à lire !
    Dernier livre lu : (L’homme de Constantinople par J.R. DOS SANTOS – Traduit du Portugais en Français).
    En ces temps difficiles et inédits de pandémie, sois prudente et prends bien soin de toi.

    Bisous amicaux et musicaux d’Auvergne (France)

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  3. Concordo con quello che hai scritto riguardo i libri di Pontiggia e di Simenon. Di Pontiggia sono curioso di leggere altro, tu no?
    Ho letto il primo libro della trilogia della Korn e il tuo commento mi motiva a leggere anche il secondo 😉

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    1. Sono molto indecisa su Pontiggia… lo stile del linguaggio ha costituito un motivo di fastidio durante la lettura di “Nati due volte”. Ho capito che sei un insegnante e ne sai a pacchi, però non è che mi devi sbattere in faccia ogni vocabolo aulico che esiste nella lingua italiana, dai…

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          1. L’autore è un uomo che ha vissuto in prima persona le vicende raccontate, e questo dà al suo memoriale un sapore ancora più intenso: leggilo, non te ne pentirai. Grazie per la risposta! 🙂

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  4. Gli ultimi libri che ho letto sono: La vita davanti a sé, di Romaini Gary; Il vento attraversa le nostre anime, di Lorenza Foschini; La Capitale, di Robert Menasse, e un saggio di Mauro Varotto, Montagne di mezzo. Il primo è la storia narrata in prima persona di un ragazzo algerino, figlio di una prostituta e allevato da un’anziana maitresse. Si svolge a Parigi nei primi anni ’70 del Novecento ed è interessante ma un po’ ripetitivo e un po’ stucchevole per il linguaggio adottato, che imita il parlato di un bambino scarsamente alfabetizzato. Bella la parte finale. Il libro di Lorenza Foschini ricostruisce l’amicizia tra Marcel Proust Reynaldo Hahn, prima amante, poi amico carissimo del grande scrittore. La capitale è un libro complesso ambientato a Bruxelles con vicende parallele di numerosi personaggi e mi è piaciuto molto. Il saggio sulle montagne è molto interessante

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    1. La vita davanti a sé è uno dei libri che ho scoperto grazie a uno dei gruppi di lettura e a me è piaciuto tanto. Ho trovato molto interessante proprio l’uso del linguaggio, ma effettivamente è un elemento che o piace o rende “stucchevole” il romanzo.

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  5. I’m currently reading ‘Burnt Shadows’ by Kamila Shamsie. It starts with Nagasaki and a young Japanese woman who loses her family and husband-to-be in the explosion. The story of where life takes her from there is fascinating but at times harrowing. 🙂 🙂

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