Le letture dell’ultimo trimestre 2020 – parte II

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Come promesso ecco la seconda parte del “recappone” sulle letture che mi hanno accompagnata nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020:

L’uomo che metteva in ordine il mondo (Fredrik Backman) – Dopo una lettura così impegnativa come “Cronache Marziane” mi ci voleva qualcosa di più “leggero” e il romanzo di Backman è perfettamente servito allo scopo anche se, a ben vedere, questo libro non è affatto “leggero”, non nell’accezione che solitamente diamo a questo concetto. Backman mette sotto la lente di ingrandimento la vita del suo protagonista, un uomo di 59 anni di nome Ove, una vita fatta di amore e dolore, di gioie e difficoltà, come è in effetti una vita normale. A rendere la lettura particolarmente piacevole è lo stile di scrittura, scorrevole e ironico, e benché il personaggio di Ove sia un po’ stereotipato non si può fare a meno di volergli bene.

Lamento di Portnoy (Philip Roth) – Immenso. Non ci sono altre parole per definire Philip Roth dopo aver letto questo romanzo che altro non è se non un monologo di 230 pagine. E quando un monologo riesce a rapirti così, tenendoti incollato alle sue pagine a ogni ora del giorno e della notte, non ci sono aggettivi sufficientemente adeguati per descrivere il genio di chi lo ha scritto.
“Lamento di Portnoy” si inserisce nel filone “Zuckerman” dell’opera di Roth, ovvero di critica alla sua stessa religione, l’ebraismo, e questo romanzo, sotto all’irriverenza pompata alla massima potenza che Roth ci regala, offre tantissimi spunti di riflessione per un lettore attento.

Il talento di Mr. Ripley (Patricia Highsmith) – Non chiedetemi come sia possibile, ma giuro che non ho mai visto il film tratto da questo libro, il che lo ha reso una scelta possibile tra gli scaffali della biblioteca. Con un inizio un po’ lento, ma uno svolgimento via via sempre più sincopato, questo thriller pian piano avviluppa il lettore tra le sue pagine, facendolo entrare sempre più nella psicologia del “talentuoso” Mr. Ripley. Una nota da tenere a mente: il romanzo è ambientato negli anni ’50 quando luminol, test del DNA e altre tecniche da CSI ancora erano di là da venire.

Wild (Cheryl Strayed) – Come afferma il sottotitolo, “Wild” è davvero una storia selvaggia di avventura e rinascita, oltretutto autobiografica. Una storia che ti fa venire voglia di allacciarti gli scarponi e metterti in cammino, di guardarti dentro e (ri)trovare il senso della vita, di partire all’avventura e fare il pieno di nuove esperienze. In periodo di lockdown, una boccata di ossigeno direttamente dai panorami selvaggi e sterminati dell’America non civilizzata.

E poi è arrivato Natale. Non solo: sia io che il mio compagno facciamo il compleanno tra il 25 dicembre e il 6 gennaio, per cui per noi le vacanze natalizie significano libri, libri e ancora libri in regalo. Nessuna eccezione, nemmeno in questo anno di vacanze solitarie, e così abbiamo riempito un altro scaffale della nostra libreria con nuovi romanzi di cui leggerai nei prossimi mesi 😉

E tu, hai ricevuto o regalato dei libri per Natale?

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