Categoria: Ego

Gli esami non finiscono mai

(e meno male)(ma chi ce lo fa fare?)

Grazie a una buona dose di incoscienza mista a ottimismo e a una brillante quanto insperata performance, la scorsa settimana ho vinto l’onore di esibire le mie grandi doti di sarta per cucire sulla mia cintura blu di kung fu la terza barretta rossa.
Ebbene sì, dopo mesi di stop forzato e allenamenti da acido lattico anche alle unghie dei piedi, sono tornata in pista e ho dato un esame. Gioia e tripudio!

cintura

Ci sono molti aspetti che amo di questa disciplina e che non mi stanco di indicare come pregi a chi guarda i miei molteplici lividi sbarrando gli occhi (tanto per farti un’idea, puoi guardare questo video).
Su tutti sicuramente la dimensione rituale, l’impegno e la disciplina che servono per imparare un’arte marziale. Ci sono delle regole e vanno rispettate. Ma non sono regole inutili, protocolli sterili, passaggi da burocrati. Ogni cosa è finalizzata a raggiungere il risultato desiderato, seguendo la via più semplice e concreta.

Per una pragmatica come me, praticamente il paradiso.
L’unico ordine che riesco a sopportare in una vita fatta di imposizioni stupide e di ricerca di vie alternative a soluzioni prefabbricate.

Ode agli ostacoli

Ti può sembrare banale, ma non c’è niente di più vero del fatto che la crescita personale avviene nei momenti più difficili. Momenti che ti fanno anche soffrire, ma senza i quali il passare del tempo si limita a invecchiarti.

Quando gli ostacoli negativesti si parano davanti e sembrano insormontabili, lì hai una vera occasione di imparare nuove cose sulla vita e su di te.
Per quanto siano belli e necessari i periodi di “pace”, sono convinta che siano le avversità a permetterti di migliorare. Anche perché, una volta che le abbiamo alle spalle, se ci guardiamo indietro, possiamo dirci che ci siamo riusciti, a superarle.

Nel percorso hai sicuramente provato sensazioni negative, ma non ti capita mai di abbozzare un sorriso mentre le ricordi?
Forse è per questo che mi è piaciuto tanto Inside Out, l’ultimo film della Pixar. Mi ha ricordato che la tristezza è fondamentale per comprendere la gioia. D’altro canto, non è un caso se, da sempre, uno dei miei filosofi preferiti è Eraclito che, con la teoria dei contrari, sostiene che niente esiste se al contempo non esiste anche il suo opposto.

Tuttavia, lo ammetto: ho cercato di aggirare gli ostacoli senza comprenderli e imboccando una strada che non faceva altro se non riportarmi al punto di partenza. Ho cercato di evitare le sensazioni negative, ho cercato di conservare un equilibrio che in realtà non esisteva. Mi ero scordata dell’importanza di guardare in faccia le paure, il dolore, il malessere. Questi gli scogli su cui sbattere il muso fino a che non hai la forza e le capacità per saltarli o polverizzarli.

Questa ode agli ostacoli serve per non dimenticarmene mai più.

Il cambiamento

Non c’è niente di costante, tranne il Cambiamento.
[Buddha]

Non sono molto brava con il cambiamento. change_aheadNon che non mi piaccia, semplicemente faccio fatica ad accorgermi quando è tempo di cambiare. Conscia o meno, il cambiamento avviene e arriva il momento in cui non è più possibile fare finta di niente.

Così accade che, di colpo, niente sembra più quello che era soltanto il giorno prima. Parte la rincorsa per capire, per adattarsi, per vivere la nuova situazione. Ti ritrovi senza fiato, senza energie, senza l’idea precisa di cosa ti sta accadendo dentro e intorno. Il baratro è lì, lo vedi da vicino e per evitarlo le provi tutte. Ci riesci, ci riesci più volte a non cascarci, ma purtroppo basta un solo fallimento per ritrovarsi in fondo a quel buco buio.

Una volta caduta, sono cazzi. Scavare non è un’opzione, devi risalire.
Per farlo, ci vuole fiducia nei tuoi muscoli e nel tuo cervello.
Ci vuole coraggio; è più facile adattarsi a stare laggiù che non sforzarsi di uscire.
Occorre perseveranza, perché potrebbe volerci ben più di un tentativo per riuscire nell’impresa e non bisogna vergognarsi di cogliere al volo qualsiasi appiglio esterno ti sia offerto.
Ci vuole anche un po’ di ottimismo; solo quando smetti di vedere tutto nero e guardi di nuovo al futuro come una pagina bianca su cui scrivere una nuova storia, è lì che la risalita inizia. Davvero.