Categoria: Letture e dintorni

(Perd)Incipit! #8

Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.

Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.

“Lolita” di Vladimir Nabokov non solo è un classico della letteratura, ma è soprattutto un romanzo che non si dimentica facilmente. E poiché prende le sue mosse da un caldo giorno d’estate, perché non sfruttare queste afose giornate di agosto per leggerlo? Sia che ti trovi in vacanza, che tu abbia già ricominciato la tua routine quotidiana, il romanzo di Nabokov saprà compiere una vera e propria magia sotto i tuoi occhi.

Le letture di giugno-luglio 2020

Il 2020 è il primo anno da un bel po’ di tempo che mi ritrovo a leggere solo ciò che io stessa scelgo per me, ma per rendere giustizia allo spirito dei miei cari gruppi di lettura, che spero vivamente di riprendere a settembre, anche per questa prima parte dell’estate ho puntato su libri molto diversi fra loro per stile, tematiche affrontate e genere narrativo. Come nella migliore delle tradizioni, ecco che, puntuale, arriva il resoconto delle mie letture degli ultimi due mesi:

A neve ferma (Stefania Bertola) – Ormai mi conosci, dopo un po’ di letture impegnative ho bisogno di staccare e passare a qualcosa di più leggero. È con questo spirito che ho preso in mano “A neve ferma” di Stefania Bertola, libro che il caso mi ha regalato all’ultima pesca dei libri di Natale organizzata da uno dei miei gruppi di lettura. Devo dire che ha assolto il suo compito senza, purtroppo, aggiungere altro. Questo romanzo è l’equivalente di una canzone “ear candy”.

Stupore e tremori (Amélie Nothomb) – Che la cultura giapponese sia lontana anni luce dalla nostra è un fatto risaputo. Che capirla sia estremamente difficile, anche. Eppure, attraverso l’alienante racconto autobiografico che Amélie Nothomb fa del suo anno di lavoro presso una multinazionale nipponica, il lettore scoprirà alcuni dettagli sconcertanti sull’educazione giapponese che, forse, permetteranno di mettere meglio a fuoco i protagonisti dei romanzi di Murakami, Yoshimoto eccetera.

Le cosmicomiche (Italo Calvino) – Solo io so quanto odio “Il barone rampante”, romanzo che per tre volte ho iniziato, senza mai finirlo. Tuttavia, mi sembrava piuttosto ingiusto giudicare Calvino a partire da un unico libro e così, nel mio ultimo giro in biblioteca, ho preso in prestito “Le Cosmicomiche”. Ho solo una cosa da dire: leggilo! I dodici racconti che compongono questo volume sono uno più brillante dell’altro e raccontano, in modo divertente e surreale, storie che hanno a che fare con il tempo, lo spazio e l’evoluzione (da qui il titolo “Cosmicomiche”). Non solo, molte delle tematiche toccate sono ancora oggi attuali, il che rende Calvino uno scrittore veramente geniale. Mi toccherà di dare un’altra chance a quel maledetto barone…

Chi è morto alzi la mano (Fred Vargas) – Si può non leggere almeno un giallo in estate? La mia risposta è no e, quest’anno, su consiglio di una cara amica, ho scelto di leggere “Chi è morto alzi la mano” di Fred Vargas. Niente commissario Adamsberg in questo romanzo, bensì tre storici “evangelisti”, alle prese con un caso intricato e misterioso. Se il titolo ti solletica e sei in cerca di un giallo da leggere sotto l’ombrellone, questo potrebbe fare al caso tuo.

La lezione di anatomia (Philip Roth) – Il terzo volume della quadrilogia di Nathan Zuckerman si apre con una frase con la quale, almeno secondo me, è impossibile non trovarsi d’accordo: “Ogni uomo, quando è ammalato, ha bisogno della mamma”. Il graffiante, ma ahilui molto sensibile, Zuckerman si ritrova ancora una volta schiacciato dal peso del suo talento; un peso che, forse, è alla base di uno strano quanto annichilente dolore che gli paralizza collo e spalle e che gli impedisce di continuare a scrivere. La spasmodica ricerca di una motivazione a questo dolore spingerà il protagonista verso nuove forme di estremismo.

La simmetria dei desideri (Eshkol Nevo) – Benché questo libro mi sia stato regalato per il mio compleanno, a dicembre scorso, ho aspettato di essere in riva al mare per iniziare a leggerlo. Tutta colpa della copertina che ritrae quattro ragazzi nell’atto di tuffarsi da una scogliera; eppure, sono stata contenta di aver aspettato perché anche le vicende del romanzo prendono il via da un tipico momento estivo, i Mondiali di Calcio. “La simmetria dei desideri” è un libro che parla di sentimenti veri e profondi e dell’imprevedibilità della vita. Sullo sfondo della prima e della seconda Intifada (sulle quali, a questo punto, voglio leggere di più), i destini dei protagonisti continueranno a intrecciarsi in modo indissolubile.

Un’ultima stagione da esordienti (Cristiano Cavina) – Proseguendo con quella che evidentemente è la mia estate calcistica, mi sono imbattuta in questo romanzo ambientato nella mia regione di origine, l’Emilia-Romagna. A prima vista “Un’ultima stagione da esordienti” potrebbe sembrare un libro per ragazzi, ma più ci si addentra nella lettura più si capisce che il tono nostalgico con cui vengono raccontate le avventure di una squadra di tredicenni alle prese con il torneo esordienti della bassa romagnola è indirizzato a un pubblico più maturo. Divertente, in qualche modo simile al Benni di Bar Sport, questo romanzo mi ha fatto ridere di gusto. E se è piaciuto a me che con il calcio giocato ho ben poco a che fare, non posso che consigliarlo a tutti coloro che invece sui campi di calcio hanno preso le loro brave tacchettate nelle tibie.

E tu, cosa hai letto nella prima metà di questa estate?

La visita della vecchia signora

Se vuoi mettere in crisi un accanito lettore, chiedigli qual è il suo scrittore preferito. Davvero, è la peggior domanda che tu possa fargli, insieme a “qual è il tuo libro preferito?”.
Non c’è assolutamente modo di rispondere a queste domande con una sola opzione, estrarre solo un nome o un titolo dalla memoria letteraria è impossibile. Ogni volta che qualcuno mi rivolge questi quesiti finisco per paralizzarmi nel tentativo di scegliere la risposta giusta, cosa che di solito è sufficiente a scoraggiare l’interlocutore o a garantirmi un piccolo strappo alla regola (massì, dai, dimmene 3 di scrittori). Tutta questa premessa per dire che, non so se sia il mio scrittore preferito, ma di certo Friedrich Dürrenmatt non manca mai all’appello quando penso ai miei favorites.

È quindi con un certo piacere che, di volta in volta e centellinandole perché lo scrittore svizzero è morto nel 1990, mi accosto alle sue opere. Leggere “La visita della vecchia signora”, dramma teatrale scritto nel 1955, non ha fatto che confermare la mia passione per Dürrenmatt. Innanzitutto perché, è sì un dramma, ma è al contempo estremamente comico, confermando la chiave grottesca di cui Dürrenmatt fa largamente uso per trattare i temi sociali presenti in tutta la sua opera.

Non è solo il tono di questa opera teatrale a dare continuità al lavoro di Dürrenmatt: la forma lavora insieme al contenuto. Infatti, anche “La visita della vecchia signora” tratta uno dei temi più ricorrenti negli scritti di questo geniale autore, ovvero la giustizia. Qui indissolubilmente legato al tema della vendetta, il tema della giustizia sale alla ribalta dopo poche pagine per arrivare a permeare il dramma fino alla fine e portarlo all’inevitabile conclusione.

Con un linguaggio semplice, alcune trovate geniali e quella capacità che pochissimi come Dürrenmatt hanno, di dipingere un mondo intero in poche righe e quasi senza usare aggettivi, “La visita della vecchia signora” cattura il lettore in poche battute o lo avvolge nella spirale dei suoi eventi per poi risputarlo nel mondo reale un po’ stupito e decisamente ammaccato.
Come hai sicuramente notato, ho evitato accuratamente di fare riferimenti precisi alla trama e ai personaggi perché è ciò che faccio ogni volta che consiglio un libro di Friedrich Dürrenmatt a qualcuno (ed è capitato spesso e volentieri!). Dico semplicemente “leggilo!”, convinta che la maestria dell’autore svizzero farà il resto.

Conoscevi già Friedrich Dürrenmatt? Cosa hai letto di suo?
Ma soprattutto, riesci a rispondere con un solo nome alla fatidica domanda “Qual è il tuo scrittore preferito?”
Sono curiosa di sapere chi è e perché… (massì, dimmene anche tre, dai!)