Categoria: Viaggi e dintorni

Urbino è un paesaggio incantato

Per spezzare la quotidianità e ricaricare le batterie dello spirito non c’è niente di meglio di una bella gita fuori porta. Poco male se tira un vento che pela e il cielo è tutto un 50 sfumature di grigio. Anzi, forse è stato proprio merito del brutto tempo se, per una volta, sono riuscita a scattare foto senza il turbinare dei turisti davanti alle meraviglie dell’architettura. Anche se, al contempo, era un po’ inquietante che non ci fosse nessuno per le strade (e questo dimostra che l’essere umano non è mai contento).

Urbino è una città piccola, a misura d’uomo, ti tiene in forma senza dover fare un abbonamento in palestra. Molto del suo carattere consiste infatti nelle strade saliscendi con pendenze interessanti del centro storico. Stradine, vicoli e viottoli che si rincorrono, si avvolgono su sè stessi come le spire di un serpente, passaggi a volte striminziti che, improvvisamente, aprono su grandi spazi aperti dominati da chiese e palazzi di epoca rinascimentale, splendidamente conservati. Insomma, se il centro storico di Urbino è patrimonio mondiale dell’Unesco un motivo c’è.

In particolare, devi assolutamente fare tappa a palazzo Ducale e alla fortezza di Albornoz, che permette di godere di una vista della città dall’alto.

Non siete mai stati a Urbino? Se continuerete a rispondere di no, dovrete sentirvi in colpa, perché vi mancherà una dimensione della civiltà italiana. E questo lo si dice non soltanto per quello che è il suo patrimonio artistico, no, lo si dice per quella che è la fisionomia stessa della città, per la sua aria, per la straordinaria bellezza della sua terra. Urbino è un paesaggio incantato.

Carlo Bo

E se lo dice Carlo Bo, ti tocca; prossimo weekend, zaino in spalla, vai anche tu a fare un bel giro a Urbino. Parola mia, non te ne pentirai!

5 cose da fare a Bruxelles

No, non ti dirò cosa visitare, dove dormire e dove mangiare. Per quello ci sono guide, siti e blog specializzati sicuramente più autorevoli di me. Ci sono però 5 cose che forse non troverai nelle guide e che, a Bruxelles, devi assolutamente fare:

  1. Perditi! Facilissimo, tra l’altro. Abbandona le cartine e lasciati ispirare dalle vie e viuzze del centro città. Troverai dei piccoli tesori nascosti e poco battuti dai turisti;
  2. Guarda dietro di te! Imbocchi una via? Beh, ogni tanto girati per vedere cosa c’è dietro le tue spalle. A Bruxelles ci sono magnifici murales che spuntano nei luoghi meno scontati;
  3. Anche se sei a piedi, vai al Parking 58. È un parcheggio per auto di 10 piani e, una volta raggiunta la cima via ascensore, puoi goderti una panoramica a 360° da una media altezza. La città assume immediatamente tutto un altro volto;
  4. Chiudi gli occhi e inspira! Belgian frites, Waffel, infinite qualità di birra e di cioccolato. I profumi di Bruxelles sono seducenti per il corpo e lo spirito. Al diavolo la dieta, assaggia tutto;
  5. Ascolta e prova a ripetere! Il francese è troppo facile, tenta il fiammingo con qualche abitante del luogo. E fatti due risate.

In Bruges

Bruges è una cittadina meravigliosa. Prenditi un po’ di tempo per salire su un aereo e visitala: merita davvero.

A Bruges c’è un’atmosfera magica: le case sono antiche, vissute in un senso e abitate, nel senso comune del termine. Chiese, palazzi, mercati, torri e campanili. Tutto riporta la mente al Medioevo, ma tutto è al tempo stesso così ben curato e conservato che sembra esser stato costruito ieri, non nel XIV secolo.

La quiete e il silenzio di Bruges, nonostante il brulicare di turisti di ogni nazionalità. Confondersi tra di loro, scambiare qualche battuta con gli autoctoni, vivere la città, respirare con lei, riempirsi i polmoni del sublime odore di cioccolato artigianale, specchiarsi nelle acque dei canali e vedere la propria immagine attraversata dallo zigzagare di un cigno.

A nessuna città che ho visto sinora dona tanto il cielo grigio, il contrasto con i colori caldi dei mattoni, con il rosso degli infissi di porte e finestre, il verde vivo dei rampicanti e le mille sfumature degli alberi che imbiondiscono d’autunno.

A Bruges ho ritrovato la pace, una sensazione di tranquillità e appartenenza che da troppo tempo mi sfuggiva. Grazie, Bruges.