Indossiamo tutti una maschera

Non essendo stata costretta al liceo,  mi era rimasto come pallino di leggere “Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello. Lo scorso mese ne ho finalmente avuto l’opportunità e ieri sera l’ho visto a teatro, in una rappresentazione forse troppo drammatica rispetto all’ironia che ho trovato fra le pagine di Pirandello, ma comunque interessante.

Mentre leggevo il libro ho ritrovato la maggior parte dei temi cari a Pirandello: le maschere, l’identità, il doppio. Temi che ormai, per noi nati dopo l’avvento di Freud e dei sociologi come Goffman, sono un po’ entrati nel nostro DNA.

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Profumo

Ti è mai capitato di intercettare con i tuoi sensi qualcosa che ti fa reagire, ma senza che tu sappia perché? È una sensazione strana, fastidiosa anche. Un po’ come quando stai per starnutire e invece, poi, lo starnuto se ne va indietro.

A me capita. Con gli odori, quasi sempre. Il mio olfatto deve essere molto poco sviluppato o, perlomeno, mal collegato al cervello. Ci sono molti studi, in particolare di marketing emozionale, che dimostrano come gli odori siano proprio tracce di memoria; eppure succede che sento un profumo e so di averlo già sentito, ma non ricordo dove, quando o addosso a chi.

Com’è o come non è, sta di fatto che il retrogusto è tristezza. Un velo leggero sulla mente. Lì, tutti ricordi che non riescono a emergere dalle nebbie mnemoniche, intrappolati nei punti di sutura di ferite rimarginate, o forse ancora no.

perfume

La vera favola

Innamorarsi è raro, ma non difficile.
La vera impresa è conservare quel sogno d’amore anche dopo la sua trasformazione in realtà. Perché, se l’amore è una discesa dell’eternità nel tempo e nello spazio, non può limitarsi al miracolo dell’incontro e alla poesia dell’istante. Deve per forza estendersi alla costruzione di qualcosa di durevole.

Trovarsi rimane una magia, ma non perdersi è la vera favola.

Massimo Gramellini

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