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Molto forte, incredibilmente vicino

11 settembre 2001.
Il giorno in cui il mondo occidentale ha perso forza e sicurezza.
Il giorno in cui il protagonista di “Molto forte, incredibilmente vicino”, Oskar Schell, perde l’amatissimo padre e l’innocenza. È da questo traumatico evento che il secondo romanzo di Jonathan Safran Foer prende le mosse.

moltoforte-incredibilmente-vicino coverOskar è un ragazzino sorprendentemente intelligente e fantasioso. Dopo la tragica morte del padre, questa sua fantasia gli serve più che mai, per sfuggire alla cruda realtà e al dolore che lo stritola.
Ma Oskar è anche curioso ed è così che, rovistando nello sgabuzzino del padre mesi dopo la sua scomparsa, trova una chiave dentro una busta con su scritto “Black”. Da quel momento, Oskar consacra la sua vita alla ricerca della serratura che la chiave apre. La ricerca è il pretesto per sentire più vicino il suo papà, per colmare quel vuoto che resterà con lui per tutta la vita e per cercare di ritrovare un briciolo di serenità e felicità.

Non ci si può difendere dalla tristezza senza difendersi dalla felicità.

“Molto forte, incredibilmente vicino” non si esaurisce però nel racconto di questa storia. Il romanzo, infatti, ricuce passato e presente alternando la storia di Oskar con quella dei nonni paterni, sopravvissuti al terribile bombardamento di Dresda avvenuto la notte fra il 13 e il 14 febbraio 1945. A bene vedere, 2 atti di guerra insensati, 2 stragi di civili vergognose, 2 volte in cui l’umanità è morta.

Così facendo Foer rende evidente che c’è un dolore comune a tutte le vittime di guerra e che continuerà a reiterarsi finché non saremo in grado di capire che siamo tutti uguali davanti alla sofferenza. Davanti a tragedie come l’attacco alle Torri Gemelle, agli orrori delle guerre mondiali e agli attacchi terroristici dell’ISIS, c’è un prima e un dopo, difficilissimo, nella vita delle persone che ne sono toccate.

E senza arrivare a tali tragedie, questo romanzo ti ricorda una verità che tutti sappiamo, ma che cerchiamo di ignorare: la vita è dura, ingiusta e confusionaria. La stessa vita, però, ci dà anche quello che ci serve per andare avanti: le occasioni. Non coglierle per paura ti tenta, specialmente quando ti senti insicuro, ma devi farti coraggio e prendere quello che viene perché se non lo fai, quando il vento gira e l’umore cambia, potrai guardare indietro solo con rimpianto.

«Perché credi di essere qui, Oskar?»
«Sono qui, dottor Fein, perché mia madre è turbata dal fatto che trovo la mia vita impossibile.»
«E la cosa non dovrebbe turbarla?»
«Niente affatto. La vita è impossibile.»

Lettere contro la guerra

Non ho mai fatto le orecchie ai libri per tenere il segno e non mi piace sottolineare a matita libri che non siano testi di studio. Quindi, per non perdere le frasi che mi colpiscono e poterle poi trascrivere, lettere_terzanida un po’ di mesi mi sono attrezzata con i postit segnapagina, facendone ampio uso. Avevo intenzione di usarli anche durante la lettura di “Lettere contro la guerra” di Tiziano Terzani, ma poi non l’ho fatto.
Perché?
Non perché il libro non mi sia piaciuto, ma perché ogni riga delle lettere di Terzani conduce alla successiva con una tale intensità di pensiero che non sono riuscita a dirmi: “Ecco! Questa è la frase chiave, questo è il concetto da ricordare e fare mio”.

Ogni paragrafo di quelle lettere è un importante tassello della visione ragionata che Terzani offre del mondo islamico; ogni parola trasmette un messaggio chiaro e forte. Non c’è una frase che spicca sulle altre, tutte quante valgono la pena di essere lette, metabolizzate e ripensate.

E credo che questa sia la “recensione” migliore che io possa fare a questa raccolta di lettere. Senza aggiungere altro se non che dovremmo leggerla tutti, prima di parlare di certe tematiche senza avere in mente almeno un paio di punti di vista diversi.