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Il regalo dei regali

Sono troppo convinta che la vita sia bella anche quando è brutta, che nascere sia il miracolo dei miracoli, vivere: il regalo dei regali. Anche se si tratta di un regalo molto complicato, molto faticoso, a volte doloroso.

Oriana Fallaci

E noi questo miracolo lo abbiamo appena vissuto, questo regalo così impegnativo lo abbiamo appena fatto.
Ebbene sì, io e il mio compagno siamo appena diventati mamma e papà di una piccola puzzoletta che già ci ha completamente sconvolto la vita (nonché rincoglionito a livelli inimmaginabili fino a pochi giorni fa).

Ora ci prendiamo un po’ di tempo per conoscerci a vicenda, per respirarci e tenerci stretti dopo i 9 mesi di attesa più lunghi della Storia (tu sia maledetto, lockdown). Sarà un’estate diversa da tutte le altre, passate e future, un’estate che abbiamo immaginato tante volte, ma che solo ora sta cominciando a diventare realtà.

Sparisco per un po’, stavolta lo metto nero su bianco; ma allo stesso modo, metto nero su bianco il fatto che tornerò con tante nuove cose da raccontare. D’altra parte adesso a crescere e farci crescere c’è qualcuno che non può che essere tra le persone più importanti della nostra vita.

Arrivederci amici, a presto!

Un’avventura

La vita è un’avventura da vivere,
non un problema da risolvere.
[John Keats]

Eppure, a volte ho la sensazione che la vita si riduca a una formula chimica da bilanciare. Uno studio del punto di equilibrio tra lavoro, famiglia, amici e bisogni personali.

Ogni piccola fluttuazione che ci allontana dal nostro baricentro ideale, ogni piccolo contrattempo diventa l’ennesimo scenario per sfoggiare le tue capacità di problem solving. Ma cos’è la vita se non una continua fluttuazione di cose e situazioni? E perché dovremmo risolvere ogni situazione? Forse, a volte, a non metterci mano, le cose si sistemerebbero da sole.
Forse dovremmo solo lasciarci andare di più. Semplicemente vivere, senza interrogarci su cosa costituisca problema e cosa no.

Un primo anniversario

Mi sembra quasi impossibile, eppure il calendario non mente.
Il 15 settembre 2017, dopo più di un anno di lavori di ristrutturazione, infiniti giri per scegliere piastrelle, mobili, rubinetterie (e chi più ne ha più ne metta), deliranti telefonate per riuscire ad attivare le utenze e altri, molti altri, vari intoppi, io e il mio ragazzo siamo entrati nella nostra bella casina per iniziare un’avventura sulla quale molti ci avevano messo in guardia: la convivenza.

A un anno di distanza posso dire che, forse perché avevamo messo in conto l’idea che potesse accadere o forse perché siamo fortunati o forse perchè è semplicemente così che doveva andare, non c’è stato quasi nessun bisogno di adattarsi alla novità. Niente litigate cosmiche, nessun bisogno di discutere per arrivare a improbabili compromessi.
“E allora? litigate, eh?”
“Mah, veramente no…”
Quasi nessuno ci ha creduto, lo si vede dalla faccia che pensano che nascondiamo i nostri bisticci sotto il tappeto, ma è andata proprio così. Certo, ogni tanto occorre ancora trovare la quadra su alcuni aspetti della vita insieme, ma ogni cosa è venuta così naturale che, anche se questa attività non dovesse cessare mai (e lo dico perchè credo sarà proprio così), non sarà un gran peso.

E, al momento, la cosa più bella è ancora ritrovarsi a cucinare, a fare i pelandroni sul divano, ad andare alla spesa, a pensare come decorare le pareti, a darsi il bacio della buonanotte, ma sì, anche a fare le pulizie, tutto rigorosamente insieme.