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(Perd)Incipit! #10

Ci sono libri che nel tempo, nonostante il passare degli anni e l’accumulo di innumerevoli stratificazioni di letture successive, mantengono intatto il loro fascino nella memoria del lettore. Per me, uno di questi libri è “Teresa Batista stanca di guerra” di Jorge Amado, il cui incipit recita:

Dal momento che lo chiede con tanta buona grazia, giovanotto, io le dico: con le disgrazie basta incominciare. E quando sono incominciate, non c’è niente che le faccia fermare, si estendono, si sviluppano, come una merce a buon mercato e di largo consumo.

Sono passati 15 anni da quando ho letto questo romanzo e, ad essere sinceri, ricordo soltanto sommariamente le vicende narrate. Ciò che invece ricordo benissimo sono le sensazioni che mi ha suscitato, i profumi che ho sentito nelle narici, la samba malinconica che ha risuonato nelle mie orecchie, il riflesso accecante del sole negli occhi, la polvere che mi ha incrostato i capelli: la scrittura evocativa di Amado dona vita non solo ai suoi personaggi, ma anche ai contesti in cui si muovono. Su tutti spicca la protagonista del romanzo, Teresa Batista, una donna la cui vita è una “guerra” costante, che attira disgrazie come una calamita e che, nonostante tutto, non si arrende mai. Teresa Batista è il simbolo della rinascita per eccellenza.

Permeato di realismo magico, in un continuo andirivieni di flashback, come nella migliore delle tradizioni sudamericane sogno e realtà si mescolano fino a confondersi e il lettore non deve far altro che lasciarsi trasportare da atmosfere ed eventi.

Hai mai letto nulla di Jorge Amado?
A me all’appello manca ancora “Dona Flor e i suoi due mariti”… e potrebbe essere una delle prossime letture per il 2021 😉

I 5 migliori libri letti nel 2021 (finora)

Complice ancora una volta la stramaledettissima pandemia in questi primi mesi del 2021 di tempo per leggere ce n’è stato in abbondanza. Non che di questo ci si possa in realtà lamentare…
Tra gruppo di lettura, qualche capatina veloce in biblioteca e lo scaffale della libreria di casa contenente i libri che ci siamo regalati per Natale, ecco i 5 titoli che ho più amato leggere nel primo trimestre 2021:

Furore (John Steinbeck) – Ovvero, per riassumere in una frase, non è un paese per poveri.
“Furore” è uno di quei libri che ti entrano dentro, scavando (a picconate!) un solco destinato a restare impresso nella mente. Con occhio clinico Steinbeck alterna brevi capitoli di storia generale americana all’odissea della famiglia Joad, seguendo la quale il lettore si rende conto di quanto, da sempre, sia effimero il “sogno americano” e di quanto costi veramente la lotta alle ingiustizie sociali.

Il giorno della civetta (Leonardo Sciascia) – Come ogni libro che sono stata costretta a leggere negli anni del liceo, anche questo romanzo era, nei miei ricordi, un qualcosa di intollerabile. Non potrei essere più felice di averlo riletto (grazie gruppo di lettura, grazie!!) perché “Il giorno della civetta” è qualcosa di immenso sin dalle primissime pagine. Sono convinta che un programma scolastico che perdesse meno tempo sul Medioevo ed aiutasse invece gli studenti, già dalle scuole medie, a comprendere meglio la Storia moderna e contemporanea potrebbe fare in modo che questo romanzo venga apprezzato già in giovane età.

Il rogo di Berlino (Helga Schneider) – Attraverso il racconto autobiografico dell’autrice, che all’epoca dei fatti aveva circa 8 anni, il lettore assiste alla progressiva caduta di Berlino durante le ultime fasi della Seconda Guerra Mondiale, dove tutto è soltanto bombe, fuoco, fumo e macerie. Una caduta che fino all’ultimo è stata negata dai vertici del partito nazista, sempre in cerca di nuovi escamotage propagandistici, come le visite al bunker del Führer da parte di gruppi di bambini berlinesi di cui, suo malgrado, ha fatto parte anche la stessa Helga Schneider.

Il libro delle illusioni (Paul Auster) – L’arte può salvarti la vita, ma può anche distruggertela. Questo romanzo si interroga sulle questioni esistenziali che da sempre girano intorno all’esperienza artistica: perché fare arte? Chi è il vero destinatario dell’arte? L’arte rende veramente immortali o è tutto soltanto una illusione?
Anche in questo libro lo stile di Paul Auster emerge in modo molto chiaro fin da subito e lungo tutto il romanzo sono riscontrabili alcuni elementi tipici della sua narrativa. Inconfondibile.

Un matrimonio americano (Tayari Jones) – Al di là delle specifiche vicende in cui sono coinvolti i protagonisti di questo romanzo, “Un matrimonio americano” mette a fuoco una delle grandi tematiche della Storia americana contemporanea: l’ineguaglianza, data dal pregiudizio, della Legge davanti alla questione razziale. Non solo, Tayari Jones, senza prendere le parti di nessuno dei suoi personaggi (di ciascuno viene presentato il punto di vista in prima persona) riesce a svelare quanta cattiveria latente possa esistere anche nel legame più appassionato e profondo. Come si suol dire, a volte facciamo male alle persone che più amiamo…

E tu, cosa hai letto in questi primi mesi del 2021? C’è un libro che ti ha colpito particolarmente e che vorresti consigliare?

Le letture dell’ultimo trimestre 2020 – parte II

Come promesso ecco la seconda parte del “recappone” sulle letture che mi hanno accompagnata nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020:

L’uomo che metteva in ordine il mondo (Fredrik Backman) – Dopo una lettura così impegnativa come “Cronache Marziane” mi ci voleva qualcosa di più “leggero” e il romanzo di Backman è perfettamente servito allo scopo anche se, a ben vedere, questo libro non è affatto “leggero”, non nell’accezione che solitamente diamo a questo concetto. Backman mette sotto la lente di ingrandimento la vita del suo protagonista, un uomo di 59 anni di nome Ove, una vita fatta di amore e dolore, di gioie e difficoltà, come è in effetti una vita normale. A rendere la lettura particolarmente piacevole è lo stile di scrittura, scorrevole e ironico, e benché il personaggio di Ove sia un po’ stereotipato non si può fare a meno di volergli bene.

Lamento di Portnoy (Philip Roth) – Immenso. Non ci sono altre parole per definire Philip Roth dopo aver letto questo romanzo che altro non è se non un monologo di 230 pagine. E quando un monologo riesce a rapirti così, tenendoti incollato alle sue pagine a ogni ora del giorno e della notte, non ci sono aggettivi sufficientemente adeguati per descrivere il genio di chi lo ha scritto.
“Lamento di Portnoy” si inserisce nel filone “Zuckerman” dell’opera di Roth, ovvero di critica alla sua stessa religione, l’ebraismo, e questo romanzo, sotto all’irriverenza pompata alla massima potenza che Roth ci regala, offre tantissimi spunti di riflessione per un lettore attento.

Il talento di Mr. Ripley (Patricia Highsmith) – Non chiedetemi come sia possibile, ma giuro che non ho mai visto il film tratto da questo libro, il che lo ha reso una scelta possibile tra gli scaffali della biblioteca. Con un inizio un po’ lento, ma uno svolgimento via via sempre più sincopato, questo thriller pian piano avviluppa il lettore tra le sue pagine, facendolo entrare sempre più nella psicologia del “talentuoso” Mr. Ripley. Una nota da tenere a mente: il romanzo è ambientato negli anni ’50 quando luminol, test del DNA e altre tecniche da CSI ancora erano di là da venire.

Wild (Cheryl Strayed) – Come afferma il sottotitolo, “Wild” è davvero una storia selvaggia di avventura e rinascita, oltretutto autobiografica. Una storia che ti fa venire voglia di allacciarti gli scarponi e metterti in cammino, di guardarti dentro e (ri)trovare il senso della vita, di partire all’avventura e fare il pieno di nuove esperienze. In periodo di lockdown, una boccata di ossigeno direttamente dai panorami selvaggi e sterminati dell’America non civilizzata.

E poi è arrivato Natale. Non solo: sia io che il mio compagno facciamo il compleanno tra il 25 dicembre e il 6 gennaio, per cui per noi le vacanze natalizie significano libri, libri e ancora libri in regalo. Nessuna eccezione, nemmeno in questo anno di vacanze solitarie, e così abbiamo riempito un altro scaffale della nostra libreria con nuovi romanzi di cui leggerai nei prossimi mesi 😉

E tu, hai ricevuto o regalato dei libri per Natale?