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Being is Becoming

<English version here.>
Essere vuol dire diventare. Un minuto siamo una cosa, il minuto dopo un’altra. A volte le cose accadono nel giro di un secondo e ci cambiano. In ogni momento, ci trasformiamo. Finché, a un certo punto, questa costante evoluzione ci porta a diventare adulti. E lì comincia la strada in salita.

Non voglio dire che essere bambini o, ancora peggio, adolescenti sia facile. Proprio no, ma accidenti se l’età adulta è complicata…
Per non parlare di quanto è difficile comportarsi da adulti. Soprattutto, qualcuno ha mai capito cosa significhi?

PS
Dopo mesi di “lo faccio”, “no, non lo faccio”, “sì sì, lo faccio”, “no dai, no”… beh, l’ho fatto! Ho cambiato l’indirizzo del blog. Benvenuti su The Growing up Chronicle.

beingisbecoming

Being is becoming. We’re never the same as we were a minute ago. Sometimes things happen in the blink of an eye and change us. In every moment we become something else. At some point, this constant evolution leads up to becoming a grown-up. That’s when the uphill struggle begins.

I’m not saying being a child or, even worse, a teenager is easy. Hell no, but damn if adulthood ain’t extremely complicated. Not to mention how difficult is acting like a grown-up? Most of all, did anyone ever got what does that mean?

Welcome to The Growing up Chronicle!

Il cambiamento

Non c’è niente di costante, tranne il Cambiamento.
[Buddha]

Non sono molto brava con il cambiamento. change_aheadNon che non mi piaccia, semplicemente faccio fatica ad accorgermi quando è tempo di cambiare. Conscia o meno, il cambiamento avviene e arriva il momento in cui non è più possibile fare finta di niente.

Così accade che, di colpo, niente sembra più quello che era soltanto il giorno prima. Parte la rincorsa per capire, per adattarsi, per vivere la nuova situazione. Ti ritrovi senza fiato, senza energie, senza l’idea precisa di cosa ti sta accadendo dentro e intorno. Il baratro è lì, lo vedi da vicino e per evitarlo le provi tutte. Ci riesci, ci riesci più volte a non cascarci, ma purtroppo basta un solo fallimento per ritrovarsi in fondo a quel buco buio.

Una volta caduta, sono cazzi. Scavare non è un’opzione, devi risalire.
Per farlo, ci vuole fiducia nei tuoi muscoli e nel tuo cervello.
Ci vuole coraggio; è più facile adattarsi a stare laggiù che non sforzarsi di uscire.
Occorre perseveranza, perché potrebbe volerci ben più di un tentativo per riuscire nell’impresa e non bisogna vergognarsi di cogliere al volo qualsiasi appiglio esterno ti sia offerto.
Ci vuole anche un po’ di ottimismo; solo quando smetti di vedere tutto nero e guardi di nuovo al futuro come una pagina bianca su cui scrivere una nuova storia, è lì che la risalita inizia. Davvero.