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Vuoi allargare i tuoi orizzonti? Frequenta un gruppo di lettura

Scatta qualcosa nell’animo umano quando, a Capodanno, i bicchieri si toccano tintinnando e ci si bacia sotto al vischio, qualcosa che in qualche modo resetta quanto è appena successo nell’anno precedente e ci fa guardare con speranza ed entusiasmo all’anno appena iniziato. Lo sento in me e lo vedo nelle persone che mi circondano. Mi pare che l’ovvia conseguenza sia eleggere l’inizio di un nuovo anno a miglior momento per iniziare a battere nuove strade. E se, come me, anche tu sei sempre a caccia di qualcosa che ti apra la mente, il mio consiglio è quello di trovare in rete il gruppo di lettura più vicino a te e iniziare a frequentarlo: da qualche anno, infatti, i circoli letterari spopolano in Italia (literature never dies) e moltissime biblioteche ne hanno uno proprio.

Non è un mistero che la sottoscritta partecipi, da ben 4 anni, a due diversi gruppi di lettura. Con conseguenze a volte rocambolesche come sbagliare fermata del bus perché hai il naso piantato fra le pagine, ché l’incontro di un gruppo è il giorno seguente e mancano ancora 100 pagine per finire il libro.
Pittoresca immagine a parte, quando mi capita di parlarne con colleghi e amici che non frequentano gruppi di lettura, ma che leggono o che avrebbero intenzione di cominciare/riprendere o aumentare il volume delle letture, sorge sempre la stessa domanda: Ma perché vai a un gruppo di lettura?
Così come rispondo a loro, voglio condividere anche con te i miei 5 ottimi motivi per partecipare a un gruppo di lettura:

  1. Si scoprono romanzi e autori di cui non si sospettava nemmeno l’esistenza, passando continuamente da un genere all’altro. Sei un lettore onnivoro? Perfetto. Sei uno un po’ più selettivo? Meglio ancora! Potrai espandere i tuoi orizzonti come non hai mai fatto prima;
  2. Si incontrano persone che hanno una vera passione. Sì, ok, magari uno predilige il cyberpunk mentre l’altro divora romanzi epistolari ambientati nell’Ottocento, ma una cosa in comune c’è ed è la passione per la lettura. Se ancora non sei sicuro di sentire il richiamo della Musa, il gruppo ti aiuterà a metterti in contatto con lei;
  3. Non ci si annoia mai. Specie se il libro appena letto tratta argomenti attuali o controversi la discussione tende a fiorire spontaneamente e il confronto diventa davvero interessante;
  4. A volte, cambi prospettiva. È un dato di fatto che ciascuno interpreta le storie a suo modo. Discutere di un libro insieme ad altre persone ti fa vedere le cose con occhi diversi e capita che addirittura stravolga il senso che gli avevi attribuito inizialmente;
  5. Si instaurano piccoli rituali. La pizzata di fine anno, lo scambio di libri natalizio, i giochi a tema letterario per il compleanno del gruppo. Piccoli momenti di aggregazione che ti fanno capire che ti sei fatto degli amici che, perdipiù, possono prestarti quel libro che volevi tanto leggere, ma non hai trovato in biblioteca.

Su quali libri ti piacerebbe avere un confronto? Ci sono romanzi che hai amato, ma che non sono conosciutissimi e ti piacerebbe far leggere ad altre persone?
Dai, parliamone nei commenti!

Il Vangelo secondo Gesù Cristo

Credenti o meno, in Europa, la storia di Gesù Cristo la conosciamo tutti, perlomeno a grandi linee. La nascita in una grotta di Betlemme, il battesimo nel Giordano, le guarigioni degli storpi, l’acqua che diventa vino, Pilato che se ne lava le mani, la crocifissione sul Golgota. Ebbene, se ti accosti a “Il vangelo secondo Gesù Cristo” di José Saramago, preparati a rimettere in discussione tutto ciò che sai.

Perché sì, gli avvenimenti principali sono gli stessi dei Vangeli ufficiali, ma sono narrati da Saramago senza discontinuità logica e con spirito critico. Pescando a piene mani dai vangeli apocrifi e mettendoci una buona dose del suo, l’autore (ateo convinto) ripercorre la vita di Cristo pensandolo come un personaggio in tutto e per tutto umano e proponendo una visione di Dio tutt’altro che benigna.

Uomini, perdonatelo, perché non sa quello che ha fatto.

È facile dunque capire perché questo romanzo abbia sollevato un polverone al momento della pubblicazione e sia tuttora considerato blasfemo dai cristiani più ortodossi. Ma che tu sia credente o meno, questa lettura ti indurrà a riflettere perché il Gesù di Saramago è l’incarnazione dell’intero genere umano, con i suoi dubbi e le sue fragilità, i suoi dolori e il suo bisogno di credere di non essere totalmente in balìa di forze sovrumane.

La figura di Dio (così come quella del Diavolo, altra faccia della medaglia come da tradizione) pervade il romanzo, ma è tutt’altro che misericordiosa o amorevole nel confronti del figlio. Gesù è qui solo uno strumento per far raggiungere a Dio il suo scopo: allargare il suo dominio oltre il popolo prescelto di Israele. A niente valgono le proteste del figlio nei confronti del padre; quest’ultimo è ben deciso ad aumentare la sua popolarità, poco importa la quantità di sangue che dovrà scorrere nel corso dei secoli per raggiungere l’obiettivo. E siccome nulla si compie che non sia il volere di Dio, Gesù non riuscirà nel suo intento di sottrarsi al destino di agnello sacrificale, sottolineando ancora una volta quanto la vita stessa sia fuori dal controllo di chi la vive.

“Il vangelo secondo Gesù Cristo” è una lettura impegnativa (anche per via del solito stile di scrittura del caro Saramago), ma il quadro che dipinge della religione, della sua strumentalizzazione ad opera delle “chiese” e le nefaste conseguenze sociali che esse portano ti farà vedere con occhi nuovi qualcosa che è nel tuo immaginario da sempre.

Mattatoio n. 5

Erano anni che volevo leggere “Mattatoio n. 5” di Kurt Vonnegut. Ispirata al massimo, lo avevo addirittura comprato un annetto fa in previsione della sua uscita al gruppo di lettura. Così è rimasto a lungo su uno scaffale della mia libreria ad attendere il momento propizio che poi finalmente è arrivato. Devo dire che il tempo dell’attesa è stato pienamente ripagato, ma che mi aspettavo qualcosa di totalmente diverso da quello che ho letto.

Certo sapevo che Vonnegut scrive romanzi di fantascienza, ma, anche se vagamente, sapevo di cosa tratta il libro ed erroneamente avevo pensato che le due cose non si sposassero. Come si fa a parlare della Seconda Guerra Mondiale utilizzando elementi tipici della fantascienza? Ecco, la risposta è esattamente “Mattatoio n. 5”.
Vonnegut utilizza diversi espedienti tipici della narrazione sci-fi (viaggi nel tempo, rapimenti alieni, robot vari ed eventuali) per parlare al lettore dei grandi orrori dei campi di concentramento e dei bombardamenti che durante la Seconda Guerra Mondiale spazzarono via intere città. Tanto per farti capire di cosa parlo, ecco un breve estratto:

Anche questo era il titolo di un libro di Trout, “Il fenomeno senza intestino”. Parlava di un robot con l’alito cattivo che, guarito da questo malanno era diventato molto popolare. Ma quello che rendeva notevole il racconto, scritto nel 1932, era che prevedeva l’uso di napalm sugli esseri umani.
Il napalm veniva lanciato su di loro dagli aerei. Erano dei robot a effettuare il lancio. Questi robot non avevano nè coscienza nè circuiti che gli permettessero di immaginare cosa succedeva alla gente sulla terra.
Il capo dei robot di Trout sembrava un essere umano e sapeva parlare, ballare, e così via, e anche uscire con le ragazze. E nessuno ce l’aveva con lui perché sganciava il napalm sulla gente. Quello che trovavano imperdonabile era il suo alito cattivo. Poi però il robot riuscì a curarsi, e la razza umana lo accolse tra le sue fila.

Con un tono ironico e linguaggio semplice, trasponendo la realtà su una tela intrisa di immaginario fantascientifico Vonnegut riesce a colpire il lettore, in un modo che risulta particolarmente incisivo. Assolutamente consigliato, questo romanzo è un vero e proprio manifesto contro tutte le guerre.