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Aggiornamenti dai gruppi di lettura

Ho messo in pausa la blogosfera per qualche mese, ma una cosa che non metto mai in pausa sono le letture. Un altro anno di gruppi di lettura è scivolato via, tra volumi impegnativi e romanzi più leggeri, e come sempre ho letto anche cose che da sola non avrei mai scelto. Di seguito, alcuni titoli consigliati tra i tanti letti nella stagione 2018-2019 dei miei gruppi di lettura.

Il buio oltre la siepe (Harper Lee) – Se non lo hai ancora letto, leggilo! Se lo hai già letto, fai come ho fatto io e rileggilo. Questo libro non smette mai di essere una perla rara e anche ad una seconda lettura regala lo stesso senso di appagamento della prima volta. Tramite la voce della protagonista Scout il lettore è trascinato attraverso una pagina tragica della storia americana, senza però mai diventare una storia paternalistica o gravosa.

Le ore (Michael Cunningham) – Tre donne accomunate da un filo rosso che si palesa fin da subito ma che diventa veramente chiaro soltanto alla fine del libro. Una grande dichiarazione: nella letteratura la vita si specchia e solo così l’essere umano può arrivare a dare un senso a ciò che vive. Un libro a tratti difficile, ma che proprio all’ultima pagina infonde al lettore un grande senso di speranza.

In senso inverso (Philip K. Dick) – E poi il tempo si ferma e inizia a scorrere all’indietro. Questa la premessa da cui Philip K. Dick parte per raccontarci una storia che, tra le mille assurdità generate dall’inversione dello scorrere del tempo, non è poi così lontana da tante realtà che sono (e sono state) di questo mondo.

Cuore di cane (Michail Bulgakov) – Anche questo romanzo si pone tra il fantascientifico e il grottesco, ma l’intento dello scrittore diventa quasi subito chiaro: fare satira sulla Russia della metà degli anni ’20, ancora in bilico tra bolscevismo e la vecchia, poco arrendevole, borghesia.

E tu, cosa hai letto in questi mesi? Hai qualche titolo da consigliarmi? Attualmente sono a caccia di qualcosa che possa essere affine a titoli come “Pomodori verdi fritti”, “Zia Mame”, “A volte ritorno”…

Le otto montagne

Le otto montagne” di Paolo Cognetti ha vinto il premio Strega nel 2017.
Tutto ciò che ho pensato nel leggere le 208 pagine che compongono il romanzo è stato: “ma perchè?”.
Come sempre, la mia è la più umile delle opinioni personali, ma ho trovato questo libro banale, privo di una voce sua propria al punto da ricordarmi, anche se indistintamente, altre storie già lette, trite e ritrite. Non fraintendermi, la prosa è chiara e ci sono sicuramente anche delle belle frasi, ma tutto mi è sembrato molto artificioso; il risultato è che questo libro non mi ha trasmesso assolutamente nulla.

La cosa che mi ha lasciato più delusa è questa: a me piace moltissimo leggere libri che non trattano di argomenti che godono già della mia predilezione. È in questo modo che scopro nuove idee, nuove sensibilità, nuovi punti di vista. Il massimo è quando un libro ti spinge ad andare oltre, ad approfondire gli argomenti di cui tratta (vedi, Leggere Lolita a Teheran). Ebbene, questo libro, in gran parte incentrato sulla montagna, sulla passione che ti porta a camminarne i sentieri e a scalarle fino ad arrivare a quote da record, non ha operato la magia. Non mi ha fatto nascere nemmeno la più piccola delle scintille nemmeno per un secondo.

E ti dirò di più, anche confrontandomi con altre persone ho scoperto che chi era già appassionato di montagna ha trovato il romanzo bellissimo, mentre chi non aveva mai coltivato questa passione non ha provato amore per la storia. Insomma, se già non ti piace la montagna, questo libro non te la fa amare e come faccio a non dire che per me questo lo rende un romanzo molto limitato?

Detto ciò, forse ti è sembrata una “recensione” molto negativa, ma a dire la verità questo romanzo alla fin fine mi ha lasciata indifferente.
Tu lo hai letto? Ti è piaciuto? Dai, parliamone! Sono in cerca di opinioni discordanti per vedere se per caso non mi è sfuggito qualcosa.

Letture estive 2018 – vol. II

Ed ecco qui gli altri titoli che ho letto negli ultimi tempi con tanto di (s)consigli di lettura.

Cassandra (Christa Wolf) – Il racconto della vita, dall’infanzia al compiersi del suo destino, di colei che era destinata a non essere creduta. Quasi un saggio sui meccanismi inarrestabili della guerra, sulla rovina portata dai giochi di potere, sulla perdita dell’umanità, sul coraggio e sulla solidarietà femminile. Molto interessante ma la lettura non è semplice, forse per la traduzione a tratti confusamente aulica.

Il dio delle piccole cose (Arundhati Roy) – Un libro dal quale non sono riuscita a staccarmi, ogni momento era buono per infilare il naso fra le pagine. Una narrazione che avvince il lettore sin dalle prime pagine per trascinarlo fino all’inevitabile, un non detto costantemente presente, un evento capace di cambiare intere vite. Consigliatissimo!

Scorre la Senna (Fred Vargas) – Un giallo, d’estate, ci sta sempre bene. I tre racconti che compongono questo volumetto sono però trascurabili.

Musica (Yukio Mishima) – Una paziente manipolatrice e uno psicanalista “da manuale” per un’investigazione di un caso di frigidità. “Musica”, per me, è un romanzo strano, che non mi ha convinta fino in fondo. Ciononostante, il libro presenta spunti interessanti ed è scritto bene per cui sono incline a dare a Mishima un’altra possibilità, magari con una delle sue opere più riuscite.

Americanah (Chimamanda Ngozi Adichie) – Questo romanzo tratta tantissimi temi diversi e tutti profondi come la razza (o la sua invenzione), l’immigrazione/emigrazione, la costruzione e/o il plasmarsi di una nuova identità quando si vive in un Paese diverso da quello di origine e, non ultimo, l’amore. Perché sì, alla fine è un romanzo che parla anche d’amore. E, a me, ha fatto venire una gran voglia di cercare su Google i capelli al naturale di Michelle Obama. Leggilo e capirai il perché!

Hai letto qualcuno di questi libri? Ti sono piaciuti?