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I terribili segreti di Maxwell Sim

Ok, lo ammetto. Mi costa molto, ma lo ammetto. “I terribili segreti di Maxwell Sim” di Jonathan Coe non ha nulla a che vedere con i primi romanzi dello stesso autore (che amo follemente, se non si era capito). Questo libro ha un peso specifico di molto inferiore a titoli come “La famiglia Winshaw” o “La casa del sonno”. O “La banda dei brocchi”. Eppure si ritrovano molti elementi tipici della narrativa di Coe a partire proprio da Maxwell Sim, protagonista del romanzo.

Max, come la stragrande maggioranza dei personaggi di Coe, è un perdente. Non ha nemmeno una delle caratteristiche che nel mondo contemporaneo sono considerate positive: non è sicuro di sè nè ha una particolare autostima, non è determinato nè particolarmente affascinante.
A dirla tutta, Max ha vissuto i primi 48 anni della sua vita senza porsi alcuna domanda ed è per questo che allo stesso Maxwell Sim risulta impossibile dire chi sia Maxwell Sim.

E questo ci riporta a un’altra delle grandi tematiche che Coe esplora nei suoi romanzi: la ricerca della propria identità. Non è raro infatti che i personaggi di Coe cerchino disperatamente di capirsi, di comprendere veramente chi sono. Una ricerca che di volta in volta viene declinata in diversi aspetti: materiale, spirituale, sessuale, di genere e così via. Maxwell Sim non fa eccezione e si può quasi dire che il viaggio intrapreso dal personaggio altro non è che una grande metafora per la ricerca d’identità del protagonista.

Non fa eccezione nemmeno il fatto che anche in questo romanzo si ritrovi l’idea che la generazione che ora ha tra i 50 e i 60 anni sia una generazione che si è spesso sentita crescere all’ombra di genitori piuttosto ingombranti. Il che mi fa pensare che sia Coe stesso a sentirsi così, ma questa è solo una mia supposizione.

I riferimenti alla Borsa con l’utilizzo di termini bancari e brokeraggio, l’attenzione alle preoccupazioni sociali, il tono umoristico che pervade la narrazione senza sminuirne la profondità completano il quadro.

“I terribili segreti di Maxwell Sim” è un romanzo dove vediamo il caro vecchio Coe degli esordi solo a sprazzi, ma resta comunque un libro a mio avviso più che godibile. Mettiamola così: se “La famiglia Winshaw” e “La casa del sonno” sono romanzi da 10, “I terribili segreti di Maxwell Sim” si porta comunque a casa un dignitosissimo 7.

Le mie letture di giugno-luglio 2019

Con la fine della stagione 2018-2019 dei gruppi di lettura mi sono dedicata alla lettura di romanzi che ho scelto per me e che, lo dico subito, mi sono tutti piaciuti. Diversissimi fra loro per tematiche e stili narrativi, ecco i libri che ho letto tra giugno e luglio 2019:

Le braci (Sandor Marai) – In medias res. Parte così questo romanzo scritto splendidamente che fa riflettere sulla natura umana e le relazioni che gli uomini costruiscono, sulla vita e la morte, sull’esistenza in generale: “Alle domande più importanti si finisce sempre per rispondere con l’intera esistenza”. Fin da subito il lettore sente salire una tensione destinata a non sciogliersi mai e a culminare nei capitoli finali che altro non sono che un lungo monologo del protagonista.

Pane, cose e cappuccino dal fornaio di Elmwood Springs (Fannie Flagg) – Arrivata a luglio ho sentito il bisogno di leggere un libro leggero prima di riprendere con letture più impegnative. Fannie Flagg soddisfa pienamente le mie aspettative. Questo romanzo non è all’altezza di “Pomodori Verdi Fritti”, ma si lascia divorare tranquillamente. Perfetto per le giornate afose.

La trama del matrimonio (Jeffrey Eugenides) – Non certo il miglior romanzo di Eugenides, eppure anche “La trama del matrimonio” avviluppa il lettore fra le sue pagine e, immediatamente, nel triangolo amoroso che si prefigura sin dai primi capitoli, ma che non è poi il focus centrale del libro. Consiglierei di leggerlo in un periodo più autunnale.

La famiglia Winshaw (Jonathan Coe) – Con questo romanzo Coe si conferma alla grande tra i miei scrittori preferiti. Non c’è che dire, bisogna essere davvero bravi per confezionare un libro ricco di contenuti socio-politici, interessante e avvincente e, soprattutto, dove nemmeno uno dei protagonisti è un personaggio positivo. Da leggere assolutamente!


E tu, cosa hai letto nella prima metà di questa estate?