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Consigli della nonna

Una volta la nonna mi aveva dato un consiglio:
Nei periodi difficili, vai avanti a piccoli passi.
Fai ciò che devi fare, ma poco alla volta.
Non pensare al futuro, nemmeno a quello che potrebbe accadere domani. Lava i piatti. Togli la polvere. Scrivi una lettera. Fai una minestra. Vedi?
Stai andando avanti passo dopo passo.
Fai un passo e fermati. Riposati.
Fatti i complimenti. Fai un altro passo. Poi un altro.
Non te ne accorgerai, ma i tuoi passi diventeranno sempre più grandi. E verrà il tempo in cui potrai pensare al futuro senza piangere.

[Elena Mikhalkova]

I miei passi stanno diventando più grandi. Me ne accorgo solo nei giorni in cui ho qualche battuta d’arresto.
Il tempo in cui pensare al futuro diventa possibile senza che ciò mi scompensi a livello emotivo ancora non è arrivato, ma continua ad essere l’obiettivo per cui mi (s)batto. Obiettivo raggiungibile solo vivendo qui e ora, anche se sembra una contraddizione.

Tu sei le tue azioni

È un discorso che ciclicamente ritorna in ballo nella mia vita: non so affrontare bene i cambiamenti. Dopo anni uno dovrebbe averlo interiorizzato questo concetto, dovrebbe saperlo anche perché ci è già passato, eppure io continuo a fare fatica quando inizio a intravedere dei cambiamenti all’orizzonte. Fatica di Ercole specialmente per quanto riguarda il primo passo che dà il via a nuove esperienze. Certo, il passo più difficile è proprio il primo, quando sei ancora pieno di dubbi perchè una quota di rischio è sempre implicata in tutte le cose e non sai cosa ti porterà il cambiamento. Le strade della vita, poi, sono così lunghe e tortuose che neanche scorgi cosa c’è dopo la prima curva.

Allora ti fermi, cerchi di risolvere i dubbi. Stai lì a pensarci e ripensarci e più ci pensi, meno ti dai una mossa. Inizia a venirti paura e non sei più solo fermo, ma proprio paralizzato nel vortice dei tuoi dubbi. Perché puoi stare sicuro che i dubbi difficilmente danno risposte, ma sicuramente producono altri dubbi.

Ed è qui che devi trovare di nuovo la forza di cambiare modo di pensare. Anzi, devi passare dal pensare al fare, mettendoci tutto te stesso, perché solo il fare, in modo misterioso e un po’ magico, può dare risposte ai tuoi interrogativi. L’azione non si svolge mai come la immagini nella tua testa e ti permette di sgombrare il campo da paure infondate, scenari che non si concretizzeranno mai, fantasie surreali e astruse. Certo, la realtà ci porrà poi i suoi ostacoli, ma alle cose concrete si può trovare una soluzione facendo.

E anche quando siamo terrorizzati l’importante è ricordarsi che ciascuno di noi è le sue azioni, non i suoi pensieri o le sue intenzioni. Bisogna aggrapparsi a questo: ciò che alla fine lascia il segno è ciò che fai, non ciò che hai pensato, che avevi intenzione di fare o che hai pensato di aver intenzione di fare.