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(Perd)Incipit! #9

Scorrendo le pagine del quadernino sul quale, di mese in mese, io e gli altri membri del mio gruppo di lettura itinerante annotiamo titoli, voti e citazioni dei libri che discutiamo, ho ritrovato uno degli incipit più spassosi che mi sia mai capitato di leggere:

Questa è la storia dei cinque anni che ho trascorso con la mia famiglia nell’isola greca di Corfù. In origine doveva essere un resoconto blandamente nostalgico della storia naturale dell’isola, ma ho commesso il grave errore di infilare la mia famiglia nel primo capitolo del libro. Non appena si sono trovati sulla pagina, non ne hanno più voluto sapere di levarsi di torno […]

E con queste affermazioni iniziali, Gerald Durrell stabilisce subito il tono della narrazione del suo “La mia famiglia e altri animali, romanzo in parte autobiografico che racconta della sua esperienza giovanile sull’isola di Corfù; esperienza che ha plasmato il suo futuro di zoologo e naturalista.
Grazie all’incantevole contesto offerto dai paesaggi dell’isola greca, meravigliosamente tratteggiati dall’autore, allo spirito di avventura e scoperta che permea le pagine e ai comportamenti piuttosto eccentrici di tutti i componenti della famiglia Durrell, riportati con la giusta dose di ironia, il romanzo risulta godibilissimo e punteggiato da episodi tanto divertenti da restare impressi nella mente anche a distanza di anni dalla lettura.

“La mia famiglia e altri animali” è un libro spumeggiante e originale, perfetto per gli amanti della natura.

(Perd)Incipit! #8

Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.

Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.

“Lolita” di Vladimir Nabokov non solo è un classico della letteratura, ma è soprattutto un romanzo che non si dimentica facilmente. E poiché prende le sue mosse da un caldo giorno d’estate, perché non sfruttare queste afose giornate di agosto per leggerlo? Sia che ti trovi in vacanza, che tu abbia già ricominciato la tua routine quotidiana, il romanzo di Nabokov saprà compiere una vera e propria magia sotto i tuoi occhi.

(Perd)Incipit! #7

Sono diventato la persona che sono oggi all’età di dodici anni, in una gelida giornata invernale del 1975. Ricordo il momento preciso: ero accovacciato dietro un muro di argilla mezzo diroccato e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato. È stato tanto tempo fa. Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato.
Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente.

L’incipit de “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini inizia con un’affermazione forte, scritta al tempo presente, che subito incuriosisce il lettore circa il passato del protagonista: cos’è successo in quella fredda giornata del 1975? Quale evento può trasformare un ragazzino dodicenne in un adulto che ancora oggi teme il proprio passato tanto da paragonarlo a una bestia con artigli? Immediatamente dopo, a preannunciare il lungo flashback attraverso cui la narrazione si snoda, il tempo del racconto diventa il passato, quel passato per il protagonista così difficile da seppellire e dimenticare.

“Il cacciatore di aquiloni” è la storia di una grande amicizia tra due bambini che vivono a Kabul negli anni Settanta, ma è anche la storia di una grande colpa e di come con essa, una volta commessa, occorra imparare a convivere. Ci penserà il destino, forse il vero protagonista del libro, a ricomporre il complicato quadro della vita dei personaggi di questo romanzo, mentre sullo sfondo vengono portate in scena le dolorose vicende che hanno profondamente trasformato l’Afghanistan nel corso di quarant’anni di Storia (dalla fine degli anni Sessanta del Novecento ai primi anni Duemila); attraverso il linguaggio, ricco di parole ed espressioni arabe, la minuziosa cura dei dettagli e le descrizioni di usi e costumi, l’autore riesce a far trasparire tutto il suo amore per la sua terra, spingendo il lettore a scoprire di più sul Medio Oriente.

Hai mai letto questo libro? Quanti anni avevi quando lo hai letto?
Io avevo pochi più anni dei protagonisti del romanzo e rimasi particolarmente affascinata sia dalla storia che, soprattutto, dall’ambientazione.