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Sii ciò che sei

Essere diversi da ciò che siamo, da tutto ciò che siamo, è il desiderio più nefasto che possa ardere in un cuore umano.

[Le Braci, Sandor Marai]

E questa frase mi ha fatto venire in mente una foto che ho scattato qualche anno fa durante una visita alla Rocca di Sestola.
Allora questa parola, “accettazione“, aveva per me un solo significato: “Locali adibiti alla ricezione e all’espletamento di pratiche relative all’erogazione di servizi sanitari”.
La stessa parola ha preso nel tempo anche un altro significato, sfuggevole e che ho iniziato a comprendere ma ancora non ho interiorizzato al 100%. Ecco cosa credo di avere capito. Ciascuno di noi deve imparare a conoscersi e accettarsi per quello che è, pregi e difetti. Questo non vuol dire che non puoi cambiare, migliorare ed evolvere, ma significa riconoscere e accettare che certe situazioni potranno sempre metterti alla prova (e poi la prova la supererai), che certe altre ti faranno sempre arrabbiare (e poi ti calmerai), che il tuo primo istinto in risposta a un determinato evento non sarà il più saggio degli istinti, ma andrà moderato per reagire al meglio.

E poi ci sono quelle cose che non puoi cambiare perchè sono quasi completamente (se non del tutto) fuori dal tuo controllo. E quelle le devi solo accettare.
Significa accoglierle anche se non vuoi, abbracciarle anche se ti spaventano, non negarle anche se ti ripugnano.

L’accettazione è un’arte difficile perché è allo stesso tempo attività e passività. Per me vuol dire continuare a lottare, non rassegnarsi, e al contempo arrendersi a qualcosa.

Le mie letture di giugno-luglio 2019

Con la fine della stagione 2018-2019 dei gruppi di lettura mi sono dedicata alla lettura di romanzi che ho scelto per me e che, lo dico subito, mi sono tutti piaciuti. Diversissimi fra loro per tematiche e stili narrativi, ecco i libri che ho letto tra giugno e luglio 2019:

Le braci (Sandor Marai) – In medias res. Parte così questo romanzo scritto splendidamente che fa riflettere sulla natura umana e le relazioni che gli uomini costruiscono, sulla vita e la morte, sull’esistenza in generale: “Alle domande più importanti si finisce sempre per rispondere con l’intera esistenza”. Fin da subito il lettore sente salire una tensione destinata a non sciogliersi mai e a culminare nei capitoli finali che altro non sono che un lungo monologo del protagonista.

Pane, cose e cappuccino dal fornaio di Elmwood Springs (Fannie Flagg) – Arrivata a luglio ho sentito il bisogno di leggere un libro leggero prima di riprendere con letture più impegnative. Fannie Flagg soddisfa pienamente le mie aspettative. Questo romanzo non è all’altezza di “Pomodori Verdi Fritti”, ma si lascia divorare tranquillamente. Perfetto per le giornate afose.

La trama del matrimonio (Jeffrey Eugenides) – Non certo il miglior romanzo di Eugenides, eppure anche “La trama del matrimonio” avviluppa il lettore fra le sue pagine e, immediatamente, nel triangolo amoroso che si prefigura sin dai primi capitoli, ma che non è poi il focus centrale del libro. Consiglierei di leggerlo in un periodo più autunnale.

La famiglia Winshaw (Jonathan Coe) – Con questo romanzo Coe si conferma alla grande tra i miei scrittori preferiti. Non c’è che dire, bisogna essere davvero bravi per confezionare un libro ricco di contenuti socio-politici, interessante e avvincente e, soprattutto, dove nemmeno uno dei protagonisti è un personaggio positivo. Da leggere assolutamente!


E tu, cosa hai letto nella prima metà di questa estate?