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(Perd)Incipit! #10

Ci sono libri che nel tempo, nonostante il passare degli anni e l’accumulo di innumerevoli stratificazioni di letture successive, mantengono intatto il loro fascino nella memoria del lettore. Per me, uno di questi libri è “Teresa Batista stanca di guerra” di Jorge Amado, il cui incipit recita:

Dal momento che lo chiede con tanta buona grazia, giovanotto, io le dico: con le disgrazie basta incominciare. E quando sono incominciate, non c’è niente che le faccia fermare, si estendono, si sviluppano, come una merce a buon mercato e di largo consumo.

Sono passati 15 anni da quando ho letto questo romanzo e, ad essere sinceri, ricordo soltanto sommariamente le vicende narrate. Ciò che invece ricordo benissimo sono le sensazioni che mi ha suscitato, i profumi che ho sentito nelle narici, la samba malinconica che ha risuonato nelle mie orecchie, il riflesso accecante del sole negli occhi, la polvere che mi ha incrostato i capelli: la scrittura evocativa di Amado dona vita non solo ai suoi personaggi, ma anche ai contesti in cui si muovono. Su tutti spicca la protagonista del romanzo, Teresa Batista, una donna la cui vita è una “guerra” costante, che attira disgrazie come una calamita e che, nonostante tutto, non si arrende mai. Teresa Batista è il simbolo della rinascita per eccellenza.

Permeato di realismo magico, in un continuo andirivieni di flashback, come nella migliore delle tradizioni sudamericane sogno e realtà si mescolano fino a confondersi e il lettore non deve far altro che lasciarsi trasportare da atmosfere ed eventi.

Hai mai letto nulla di Jorge Amado?
A me all’appello manca ancora “Dona Flor e i suoi due mariti”… e potrebbe essere una delle prossime letture per il 2021 😉