Il Vangelo secondo Gesù Cristo

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Credenti o meno, in Europa, la storia di Gesù Cristo la conosciamo tutti, perlomeno a grandi linee. La nascita in una grotta di Betlemme, il battesimo nel Giordano, le guarigioni degli storpi, l’acqua che diventa vino, Pilato che se ne lava le mani, la crocifissione sul Golgota. Ebbene, se ti accosti a “Il vangelo secondo Gesù Cristo” di José Saramago, preparati a rimettere in discussione tutto ciò che sai.

Perché sì, gli avvenimenti principali sono gli stessi dei Vangeli ufficiali, ma sono narrati da Saramago senza discontinuità logica e con spirito critico. Pescando a piene mani dai vangeli apocrifi e mettendoci una buona dose del suo, l’autore (ateo convinto) ripercorre la vita di Cristo pensandolo come un personaggio in tutto e per tutto umano e proponendo una visione di Dio tutt’altro che benigna.

Uomini, perdonatelo, perché non sa quello che ha fatto.

È facile dunque capire perché questo romanzo abbia sollevato un polverone al momento della pubblicazione e sia tuttora considerato blasfemo dai cristiani più ortodossi. Ma che tu sia credente o meno, questa lettura ti indurrà a riflettere perché il Gesù di Saramago è l’incarnazione dell’intero genere umano, con i suoi dubbi e le sue fragilità, i suoi dolori e il suo bisogno di credere di non essere totalmente in balìa di forze sovrumane.

La figura di Dio (così come quella del Diavolo, altra faccia della medaglia come da tradizione) pervade il romanzo, ma è tutt’altro che misericordiosa o amorevole nel confronti del figlio. Gesù è qui solo uno strumento per far raggiungere a Dio il suo scopo: allargare il suo dominio oltre il popolo prescelto di Israele. A niente valgono le proteste del figlio nei confronti del padre; quest’ultimo è ben deciso ad aumentare la sua popolarità, poco importa la quantità di sangue che dovrà scorrere nel corso dei secoli per raggiungere l’obiettivo. E siccome nulla si compie che non sia il volere di Dio, Gesù non riuscirà nel suo intento di sottrarsi al destino di agnello sacrificale, sottolineando ancora una volta quanto la vita stessa sia fuori dal controllo di chi la vive.

“Il vangelo secondo Gesù Cristo” è una lettura impegnativa (anche per via del solito stile di scrittura del caro Saramago), ma il quadro che dipinge della religione, della sua strumentalizzazione ad opera delle “chiese” e le nefaste conseguenze sociali che esse portano ti farà vedere con occhi nuovi qualcosa che è nel tuo immaginario da sempre.

11 comments on “Il Vangelo secondo Gesù Cristo”

    1. Beh, sicuramente Saramago non intendeva sostituirsi ai Vangeli canonici con questo suo romanzo, eppure secondo me (ma lo dico da atea) riesce nel far vedere Gesù come una figura molto più umana e quindi molto più relazionabile rispetto alle scritture sacre canoniche (se peschiamo nei vangeli apocrifi è tutta un’altra musica).

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      1. Scusami se sono franco, ma Gesù non deve essere umano, ma è il figlio di Dio venuto al mondo che insegna la via della salvezza . È venuto al mondo per uno scopo ed è quello scopo che interessa . Questa “smania” di fornire ricostruzioni alternative e questo entusiasmo per i “vangeli apocrifi” proprio non le capisco. Ci sono 4 vangeli che dicono tutto ed è lì che bisogna partire.

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        1. Io sono altrettanto franca nel dirti che, da atea, un figlio di Dio è qualcosa in cui non riesco a credere, mentre in un personaggio storico, umano, con qualcosa di importante da insegnare posso credere.

          Inoltre, per me non si tratta di avere entusiasmo nei vangeli apocrifi, ma nel mettere in discussione i perché quei quattro Vangeli, che non credo possano dire davvero tutto, sono diventati canonici mentre gli altri sono stati scartati (guarda caso poi, tutti quelli in cui la figura della donna aveva una qualche rilevanza), salvo poi recuperarne alcuni concetti quando faceva comodo.

          Ma ripeto, è un’atea che ti parla… sulla divinità di Gesù non potremo mai trovarci d’accordo.

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          1. Sono stati scartati sulla base di una valutazione storica: la mano che li ha scritti è di una epoca successiva. La donna trova rilevanza proprio nel cristianesimo che afferma il principio di uguaglianza delle persone e determina una emancipazione della donna. Ovviamente rispetto il tuo pensiero, ma Gesù non può essere assimilato ad una sorta di fratellone che dà qualche dritta. Secondo me troveresti molta più “umanità” nel senso che gli attribuisci leggendo i Vangeli.

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